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Salute e Benessere
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Inghilterra, sperimentata la prima fecondazione senza madre

16 Settembre 2016
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Inghilterra, sperimentata la prima fecondazione senza madre

A seguito del celebre caso legato alla pecora Dolly, primo essere vivente nato da clonazione, si era unanimemente deciso che la strada percorsa fosse troppo densa di rischi ed incognite e che il dar vita a processi di procreazione in assenza dei gameti maschili e femminili poteva rappresentare un terreno minato, sul quale era forse meglio non avventurarsi per via di ripercussioni morali, psicologiche e sociali.

Incuranti dell’illustre precedente, un gruppo di ricercatori inglesi facenti capo all’Università di Bath ha ideato e sperimentato con successo una tecnica di fecondazione artificiale che non contempla la presenza di un ovulo e che quindi risulta in grado di dare alla luce essere viventi piuttosto complessi senza che una madre biologica o che il suo semplice gamete venga coinvolto nel percorso di gestazione.

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Culminato nella nascita di alcuni esemplari di topo, tra l’altro perfettamente sani e in grado di riprodursi, lo studio pubblicato su Nature Communication ha avuto per oggetto l’interazione tra un gruppo di spermatozoi e alcune particolari cellule, denominate partenogenoti, la cui funzione è essenzialmente quella di operare una sorta di inganno a scapito della componente maschile e di supplire alle funzioni dell’ovulo, andando a farsi fecondare esattamente come accade in un normale processo di procreazione.

Il passo successivo, che sarà presto tentato dall’equipe di ricerca alla base dello studio, consisterà nella ricerca di una cellula artificiale in grado di soppiantare anche lo spermatozoo e di dare così vita all’unione di due componenti totalmente simulate in grado di replicarsi e di dar vita ad esseri viventi tutt’altro che artefatti o differenti da quelli concepiti secondo le metodologie tradizionali.

Il dottor Tom Perry, a capo del progetto, ha comunque voluto rassicurare critici e scettici circa un’effettiva applicazione del suo esperimento in ambito umano, a suo dire ancora lungi dal vedere la luce, almeno quanto l’attraversamento di quel complesso campo minato inaugurato dalla celebre pecora Dolly e dalla volontà di dare vita ad esseri viventi i assenza di gameti maschili e femminili.

 

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