
Mentre l’Europa dibatte alacremente su dove, come e quando collocare migranti e profughi, con accuse reciproche (piuttosto sterili) tra le varie nazioni che compongo l’Unione, pare che il nostro Paese si sia inconsapevolmente trasformato nel teatro di un’invasione condotta per via aerea e avente per protagonista una particolare specie di zanzara, fino ad oggi considerata ad esclusivo appannaggio delle località africane e tropicali.
A Bologna sono stati infatti registrati alcuni casi di dengue, perniciosissima febbre che colpisce gli abitanti di zone del pianeta in cui eccessivi livelli di caldo e umidità consentono il proliferare delle zanzare portatrici e che, non a caso, era recentemente balzata ai disonori delle cronache per essersi impietosamente abbattuta sul nostro fuciliere di marina Girone, confinato in India da tempo ormai immemore.
L’allarme si è presentato nel capoluogo romagnolo dopo che un cittadino si era recato al pronto soccorso a causa di una misteriosa febbre e, sottoposto ad accertamenti del caso, aveva rivelato la possibilità che la particolare patologia contratta fosse proprio riconducibile alla febbre dengue, trasmessa a partire delle zanzare Aedes, normalmente confinate a sud e a est dell’Egitto, paese dove la diffusione dell’insetto raggiunge picchi enormi.
Prontamente allertato, il Comune di Bologna ha proceduto ad un’opera di disinfestazione massiccia nei quartieri di Santo Stefano e Navile, considerati maggior rischio di infezione e diramato un prontuario attraverso il quale informare la popolazione locale riguardo a rischi e misure profilattiche da adottare in caso di contagio.
La febbre di tipo dengue risulta infatti agevolmente curabile in caso di pronto riconoscimento del quadro sintomatologico associato, che comprende, oltre alla presenza di persistenti stati febbrili,cefalee, dolori muscolari e articolari che possono durare fino ad un mese dall’inizio della terapia.
Seppur potenzialmente non letale, la febbre dengue rappresenta comunque una serie minaccia all’incolumità dell’organismo umano, a causa di una serie di complicazioni che potrebbero a lungo termine dare origine a febbri emorragiche e altre problematiche dalla difficile soluzione.
Fino ad oggi praticamente sconosciuta al pubblico Italiano, la minaccia dengue pare dunque aver deciso di trasferirsi nel Bel Paese, sfruttando l’estate torrida appena terminata per sfuggire a queinormali controlli sanitari che dovrebbero impedire il veicolarsi di nuove malattie, molto prima che si inizi il balletto di accuse reciproche tra stati riguardo al fenomeno dei grandi flussi migratori mondiale.
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