Salute e Benessere
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La giornata mondiale del sesso orale, pro e contro

15 marzo 2017
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La giornata mondiale del sesso orale, pro e contro

In un mondo in cui ogni giorno presente sul calendario è stato trasformato in una “giornata mondiale di qualcosa” e in cui si festeggiano onomastici laici dedicati alle emorroidi o alla birra senza glutine, non poteva certo mancare nel novero il sesso orale, pratica amata e diffusa ad ogni altitudine (salvo nei paesi in cui ti condanno a morte se ti scoprono) ed oggetto di riflessione globale in concomitanza della suddetta ricorrenza.

Creata con palesi intenti goliardici da un gruppo di giovani americani stufi delle smancerie di San Valentino e di tutti quei baci appassionati che funestano il 14 febbraio, la Giornata Mondiale del Sesso Orale è rimasta una “festività” di nicchia per qualche tempo, fino al giorno in cui il potere mediatico dei social networks ha dato risonanza all’evento e spinto le autorità mediche planetarie a trattare la cosa con una serietà del tutto imprevista alla vigilia dagli stessi ideatori.

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Dato che ormai anche l’International Steak and Blow Job Day (la bistecca è una palese metafora) è diventato una questione seria, o quantomeno seriosa, la giornata di ieri ha visto una sorta di forum medico globale sul tema, in cui gli esperti hanno passato in rassegna pro e contro dell’amata pratica erotica, evidenziando la preponderanza degli aspetti positivi e rilassanti rispetto ai reali rischi che si possono incontrare praticando sesso orale occasionale come se non ci fosse un domani.

Secondo gli esperti, il sesso orale ha la capacità di stimolare una produzione di ormoni e neurotrasmettitori utili a favorire il rilassamento organico, a conferire un senso di benessere generale in chi lo riceve (ma anche in chi lo pratica) e a migliorare le funzionalità di tutta quella muscolatura liscia che richiede il giusto quantitativo di serotonina per attivarsi correttamente.

Gli unici rischi associati ad una pratica di per sé innocua sono quelli, ormai celeberrimi, connessi alla trasmissione del papilloma virus, agente patogeno imputato della genesi di numerose forme oncologiche che cresce e prolifera proprio nell’ambiente uterino e che trova nel cavo orale del partner una valida alternativa al suo habitat naturale; ragione che imporrebbe le cautele del caso in caso di rapporto occasionale e il ricorso a quel vaccino che solo può mitigare i rischi e rendere sicura la pratica.

Via libera dunque al sesso orale purché si disponga delle medesime precauzioni che dovrebbero accompagnare ogni rapporto occasionale e purché non ci si getti a capofitto nell’attività con degli sconosciuti pur di festeggiare quell’ennesimo onomastico laico che ormai ha trasformato il calendario gregoriano in una serie di eventi da discutere e da analizzare con serietà imprevista.

 

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