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Salute e Benessere
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Le sigarette elettroniche potrebbero produrre danni genetici al sangue

30 Maggio 2017
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Le sigarette elettroniche potrebbero produrre danni genetici al sangue

Per quanto si continui ad usare il termine “innocuo” riferito alle sigarette elettroniche, risulta evidente a chiunque che l’apparato respiratorio umano è progettato per inalare ossigeno e che qualunque tipologia di aggiunta artificiale all’aria che respiriamo, per quanto piacevole possa essere, devia apertamente dai canoni delle funzioni organiche e conduce il corpo ad addentrarsi in luoghi imprevisti e densi di incognite.

Dando per assodato dunque che l’inalazione protratta di agenti chimici, aromi artificiali, prodotti di combustione e surriscaldamento non è mai innocua, resta ancora da stabilire se la giovane tecnologia legata alle e-cig possieda un coefficiente di pericolo per la salute paragonabile a quello posseduto dalle sigarette tradizionali, oppure se la recente invenzione possa davvero venire considerata alla stregua di un proverbiale male minore.

danni cellulari

In attesa di un’evidenza certa, che giungerà probabilmente tra decenni, un recente studio condotto dall’Università di Bologna pare propendere per la tesi dell’elevata pericolosità del prodotto, sostenendo come il consumo di sigarette elettroniche produca danni al Dna del sangue e si ponga come potenziale movente per la genesi di patologie oncologiche.

Secondo gli autori della ricerca pubblicata sull’autorevole rivista Scientific reports-Nature, l’assenza di un reale processo di combustione nelle e-cig non impedirebbe infatti la piena metabolizzazione di agenti cancerogeni (come l’acroleina, la formaldeide e la acetaldeide) e la conseguente produzione di quei danni alla struttura del Dna cellulare destinata ad aumentare il coefficiente di rischio tumorale.

Il suddetto danno cellulare, come premesso, si svilupperebbe con maggior veemenza in corrispondenza delle cellule ematiche, andando inoltre ad diminuire la capacità antiossidante dei tessuti e a favorire quell’accumulo di radicali liberi che si pone spesso come terreno di insorgenza per altre condizioni patologiche.

In caso la ricerca bolognese trovasse ulteriori conferme, ne conseguirebbe una sorta di identità a livello di pericolo tra le sigarette normali e le e-cig e la caduta di quell’effimero mito che prevede la possibilità di inalare sostanze differenti dall’ossigeno senza riportare danno alcuno.

 

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