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Salute e Benessere
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Licenziato perché faceva troppe pause a seguito di un trapianto di rene?

29 Marzo 2017
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Licenziato perché faceva troppe pause a seguito di un trapianto di rene?

La recentissima vicenda legata al licenziamento di un uomo assentatosi troppo a lungo dal lavoro per ricevere un trapianto di fegato ha aperto il consueto focus sulle condizioni lavorative dei soggetti affetti da patologie gravi o debilitanti e portato la stampa nostrana a cercare casi analoghi, in grado di aumentare quel coefficiente di legittima indignazione che notizie di questo tipo comportano.

Accade così che ad una settimana esatta da quel “licenziato” che aveva riempito colonne e trafiletti dei quotidiani, si dibatta sul caso di un operaio di Castel Casio (in provincia di Bologna), sollevato dai suoi incarichi perché si sarebbe concesso troppe pause a seguito di un trapianto di rene che aveva logicamente stravolto le sue abitudini urinarie legate alla minzione.

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L’azienda coinvolta, la Metalscastello, avrebbe infatti (secondo le cronache) deciso di licenziare su due piedi il malcapitato lavoratore malato, per via del fatto che la sua continua necessità di assentarsi dalla catena di montaggio per recarsi al bagno avrebbe inficiato la sua produttiva sul lavoro e spinto la ditta ad agire secondo il proprio tornaconto, in barba al senso etico e ai diritti che tutelano la salute dei lavoratori affetti da disabilità o comunque assimilabili alle categorie protette.

Prima che si consumi l’ennesimo scandalo in salsa italiana è bene osservare, tuttavia, come i dirigenti della Metalcastello rigettino in toto le infamanti accuse e attribuiscano il licenziamento al fatto che l’uomo, nonostante fosse stato ripreso più volte, seguitasse a fumare sul posto di lavoro, incurante del divieto e delle norme che tutelano la sicurezza dei colleghi in un comparto professionale piuttosto delicato.

Da sempre in prima linea per la tutela dei lavoratori “deboli”, la Metalcastello è dunque ora protagonista di un acceso scontro con i delegati sindacati di riferimento, atto a stabilire se il licenziamento sia davvero frutto di un sopruso, oppure se il caso sia stato montato ad arte dalla stampa nostrana per sfruttare la scia del suo tremendo omologo e per provare a vedere se le parole “licenziato” e “malato” messe in abbinata rappresentano una ricetta alle crisi di utenze.

 

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