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Salute e Benessere
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L’obesità è più letale di fumo e diabete

26 Aprile 2017
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L’obesità è più letale di fumo e diabete

Premesso che una vita priva di fattori di rischio per la salute probabilmente non è mai stata vissuta, al di fuori della mera teoria, la scienza medica si trova da anni alla ricerca di una sorta di catalogazione gerarchica in grado di individuare e di limare tutte quelle variabili che potrebbero aumentare a dismisura l’aspettativa di vita media a fronte di qualche accorgimento ed eliminare così tutte quelle componenti che rappresentano una fonte di allarmi sanitari tranquillamente evitabili.

Se fino ad oggi il mondo della medicina ha teso a considerare il fumo di sigaretta alla stregua del principale fattore di pericolo per la sopravvivenza dei soggetti dediti al vizio, in virtù di uno spettro patologico quasi infinito, una recente indagine compiuta per conto della statunitense Society of General Internal Medicine ha rivelato come, a livello statistico, l’obesità abbia ormai raggiunto proporzioni in grado di porre l’allarme ben oltre le nefaste previsioni e di porsi come causa di morte prematura numero uno, quantomeno all’interno degli Stati Uniti, dove il problema risulta più accentuato a livello individuale e nella sua considerazione complessiva di tipo endemico.

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I ricercatori facenti capo alla Cleveland Clinic della New York University School of Medicine hanno infatti stilato una sorta di gerarchia dei fattori di rischio in grado di minare aspettativa di vita e salute, ponendo l’obesità al primo posto e relegando diabete diabete e fumo di sigaretta al secondo e al terzo gradino del nefasto podio virtuale.

Nel dettaglio, il possesso di una struttura corporea assimilabile all’obesità comporterebbe un rischio di morte prematura, entro la soglia dei 70 anni, stimato nel 47% di possibilità in più rispetto al tabagismo e un numero di anni di vita “perduti” a livello globale pressoché inquantificabile.

Completano la graduatoria la pressione alta e valori di colesterolo di tipo ldl troppo elevati, anch’essi considerati come fattori di rischio da limare e correggere attraverso quelle doverose campagne informative rivolte a rendere la vita reale un po’ più simile ad un suo corrispettivo teorico privo di rischio alcuno e di fatto non realizzabile.

 

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