Salute e Benessere
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Mastectomia su pazienti sane, scandalo a Londra

2 maggio 2017
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Mastectomia su pazienti sane, scandalo a Londra

Oltre che per garantire a tutti i cittadini di ogni nazione il doveroso diritto alla salute, l’esistenza di una sanità di tipo pubblico mette al riparo dai rischi connessi con interventi chirurgici e cure specifiche effettuati con l’intento di aumentare gli introiti di un determinato medico o di una determinata struttura; rischio che, nei casi più estremi, può concretizzarsi nella genesi di autentiche gallerie dell’orrore in salsa sanitaria, condite dal false diagnosi, false malattie e dolorose cure, purtroppo vere.

Apice assoluto dell’umana perversione e della cupidigia più estrema, il caso di un chirurgo privato londinese che falsificava astutamente i reperti diagnostici delle sue pazienti e simulava patologie oncologiche con l’intento di aumentare il numero degli interventi chirurgici effettuati e, con essi, la sua reputazione e il suo pingue conto in banca.

mastectomia

Assurto ormai ad incubo planetario globale, il dottor Ian Patterson era infatti solito convincere le sue pazienti di aver contratto un tumore al seno, paventare gli ovvi scenari drammatici connessi con la contrazione della patologia e procedere, successivamente, ad asportare seni completamente sani, ottenendo in cambio (oltre a soldi e fama) persino la gratitudine delle sue pazienti, convinte di aver vinto un male in realtà inesistente, grazie alle amorevoli cure del perverso luminare.

Attualmente rinviato a giudizio a seguito di un enorme numero di segnalazioni e denunce, Patterson avrebbe inventato di sana pianta patologie più o meno gravi per un numero di donne stimato intorno alle 600 unità, 250 delle quali si sono già costituite parte lesa e si trovano in attesa di un doveroso quanto esorbitante risarcimento per l’irreparabile danno subito.

Oltre ad una serie di multe, ammende e risarcimenti che potrebbero costargli l’intera fortuna accumulata nel corso dei suoi truffaldini anni di carriera, Patterson rischia ora il carcere a vita per via delle pluralità sterminata di reati commessi e di comportamento professionale talmente aberrante da gettare sotto una pessima luce l’intera sanità privata britannica, forse più efficiente del suo corrispettivo pubblico, ma infinitamente più spaventosa.

 

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