Salute e Benessere
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Medici verso lo sciopero contro il taglio di 208 esami

25 settembre 2015
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Medici verso lo sciopero contro il taglio di 208 esami

Per quanto teorie dal sapore misticheggiante affermino che moltiplicare denaro e trovare coperture economiche senza sforzo è ampiamente possibile, la realtà dei fatti parla di una sequenza di governi che, a prescindere dal colore, si trovano perennemente in bilico tra la necessità di tagliare sprechi (o presunti tali) e la paura di scontentare quella fetta di elettorato per i quali i suddetti sprechi fungono da linfa vitale.

Non stupisce quindi che la recente volontà messa in campo dal Ministro Lorenzin di diminuire il numero degli esami medici gratuiti e di ridurre all’essenziale tutti quei test che ricadono sulle casse statali si sia tradotta in una rapida protesta della classe medica italiana, per la quale, invece, la miriade di esami prescritti risulta funzionale al corretto svolgimento della loro professione ed è sempre meglio fugare un dubbio in più che rimanere in attesa di tragici eventi.

Provando ad addentrasi nel dettaglio di una questione che appare tutt’altro che chiara, si apprende che il Ministero della Salute, in clima di spending review perenne, ha deciso di togliere la copertura finanziaria ad una serie di 208 esami clinici, ritenendoli superflui e quindi destinati a ricadere sulle tasche dei cittadini desiderosi di sottoporsi ad accertamenti in caso di mancanza di “effettiva necessità”, concetto che appare piuttosto labile sia se si decide di osservarlo con gli occhi della Lorenzin, sia con quelli dei medici sul piede di guerra.

In sostanza, il Ministero della Salute ha stabilito che, trovandosi le casse statali sottoposte ad eccessiva pressione, il Servizio Sanitario Nazionale garantisce da oggi il pieno rimborso solo di quegli esami strettamente necessari ad operare una diagnosi accurata e punirà, al contempo, tutti quei medici di base che abusano dello strumento diagnostico indirizzando i loro pazienti verso le più disparate visite specialistiche.

Trattandosi di salute e non di patate arrosto, la vicenda risulta in realtà molto più complessa di quanto le opposte fazioni tendano a dipingerla: se da un lato esiste sicuramente un campione di medici di base che abusa a mani basse di prescrizioni e analisi, poi destinate a ricadere sulle tasche della collettività; dall’altro lato i tagli messi in atto dal Ministero appaiono troppo generici ed effettuati con la proverbiale “mannaia” e la potenziale ira di pazienti costretti a pagare di tasca loro esami volti a fugare dubbi vitali, potrebbe ben presto imporre un parziale dietrofront al Governo.

Con l’intento di giungere ad una riapertura delle trattative, i medici di base hanno dunque minacciato uno sciopero contro un decreto che, dal loro punto di vista, penalizza il loro operato e la oro libertà d’azione, tentando così di spingere il Governo a cercare i fondi necessari all’abbassamento delle tasse da un’altra parte, dal momento che ministri e sottosegretari non paiono al momento in grado di moltiplicare le risorse in loro possesso senza scontentare qualcuno.

 

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