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Salute e Benessere
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Agricoltore morto per la puntura di un’ape

20 Giugno 2017
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Agricoltore morto per la puntura di un’ape

Fatta eccezione per gli ippopotami e i rinoceronti (animali estremamente territoriali e suscettibili), le specie viventi che popolano il pianeta Terra attaccano l’uomo solo in base a due specifiche ragioni, quando credono cioè, che il bipede entrato nel loro campo visivo possa rappresentare un’ottima alternativa al pranzo quotidiano, o quando si sentono minacciati in modo diretto dall’essere umano, fino al punto di rischiare la loro vita per mordere o pungere l’intruso intelligente.

Non fanno ovviamente eccezione gli imenotteri, dal momento che vespe, api e calabroni risultano alla stregua di animali piuttosto pacifici ed intenti a farsi gli affari loro, fino al momento in cui il loro alveare o la loro singolarità si trovano ad essere minacciati da un movimento inconsulto prodotto da un essere umano o da una vicinanza che viene percepita come un’intrusione potenzialmente fatale all’interno delle loro vicende.

morto ape

Per quanto buone, tenere e pacifiche, le api possono dunque un pericolo per tutti coloro che non prendono le dovute precauzioni e che si trovano costretti a rimpiangere l’eccesso di spavalderia, una volta che il veleno ha cominciato ad entrare in circolo a seguito della puntura, fatale per l’ape e perniciosa per il soggetto colpito.

Purtroppo, esistono anche casi limite in cui un’estrema immunodeficienza o un’allergia mai diagnosticata possono rendere il morso dell’insetto alla stregua di una puntura mortale, come accaduto nella giornata di ieri ad un agricoltore 65enne della provincia di Cremona, punto da un’ape mentre si trovava a bordo del suo trattore e rapidamente deceduto per via di una serie di repentine complicazioni, la cui natura risulta ancora integralmente da accertare.

Ultimo caso di una lunga e sfortunatissima serie, il decesso dell’agricoltore testimonia ancora una volta la prudenza che è necessaria per approcciare ambienti agricoli e campestri, dato che gli animali che popolano le zone, pur non essendo ippopotami o rinoceronti, potrebbero comunque esplicare un potenziale nocivo nei confronti del genere umano tutt’altro che indifferente.

 

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