
Fatta eccezioni per i suoi usi a scopo terapeutico, ormai ampiamente sdoganati e consentiti anche in Italia, la marijuana continua a rappresentare il nodo gordiano di un mondo indeciso se legalizzarne l’utilizzo a scopo ricreativo, per contrastare la piaga del narcotraffico, o mantenere i freni dovuti al discreto livello di assuefazione che la sostanza provoca presso i suoi consumatori abituali.
In tutto questo marasma, è risultato piuttosto singolare il caso del Messico, paese dove la Corte Suprema ha quasi imposto la legalizzazione della marijuana in pieno dissenso con quanto stabilito dal governo centrale e dato di fatto il via libera alla diffusione della pianta a prescindere dalla legislazione vigente.
Tramite una recente sentenza, la Corte Suprema messicana ha infatti bollato come incostituzionale la legge che proibisce il consumo della marijuana per scopo ricreativo, motivando la sentenza sostenendo che la legge proibizionista si troverebbe in contrasto con i principi che regolano il diritto di ogni cittadino a sviluppar liberamente la propria personalità.
Pur applicandosi al solo caso specifico di quattro giovaniche avevano fatto ricorso dopo aver ricevuto una sanzione dovuta al possesso della pianta, la sentenza costituisce un precedente in grado di aprire le porte alla piena legalizzazione della marijuana in caso vengaripetuta per altre 5 volte, come prevede l’ordinamento messicano, dove per rendere una sentenza alla stregua di una legge occorre appunto una sua reiterazione.
Accolta con ovvia soddisfazione dai beneficiari, la sentenza ha rapidamente riacceso il dibattito sull’opportunità di legalizzare la marijuana in un paese dove i cartelli del narcotraffico controllano gran parte del territorio e traggono la loro principale fonte di sostentamento proprio dallo spaccio della pianta, il cui consumo raggiunge in Messico livelli ignoti ad altre realtà continentali e mondiali.
In attesa che i tribunali messicani si pronuncino nuovamente in materia, la questione è destinata a riaccendere anche gli animi dei proibizionisti e dei fautori della legalizzazione nostrani, perennemente in cerca di una soluzione in grado di sciogliere quel complesso nodo gordiano sul quale si dibatte da mezzo secolo senza apparenti soluzioni in vista.
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