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Salute e Benessere
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Minacce di morte al Virologo Roberto Burioni

31 Maggio 2017
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Minacce di morte al Virologo Roberto Burioni

Divenuto suo malgrado una celebrità del Web, il virologo Roberto Burioni, facente capo all’università Vita Salute San Raffaele di Milano, ha deciso, un paio di anni fa, di calarsi nei meandri di Facebook e di dispensare il suo rassicurante sapere in modo appassionato e gratuito, con l’intento di convincere le menti plagiate dalle sacche grigie della propaganda circa l’assoluta innocuità dei vaccini e di tutte le misure profilattiche atte ad impedire la genesi di epidemie e il ritorno in auge di patologie ormai sopite.

Se in un mondo normale, la “discesa in campo” del dottor Burioni su Facebook sarebbe stata salutata con cori trionfanti e inni di gioia da parte di tutti quei genitori assaliti da dubbi infondati e preda del panico da vaccini, accade che nel crudele mondo reale, il noto virologo diventi soventi il bersaglio per una serie di accuse, insulti e ingiurie da osteria.

roberto burioni minacce

Dopo esser stato bollato con i soliti epiteti che presupporrebbero un suo asservimento alle case farmaceutiche (produrre e commercializzare un vaccino rende in realtà molto di meno rispetto ad una cura per le malattie debellate) ed essere persino stato accusato di appartenere a qualche misteriosa specie aliena, la giornata di ieri ha assistito al raggiungimento dell’apice relativo all’infamia online, concretizzatosi con una minaccia di morte proferita via Facebook.

Qualche idiota assoluto, probabilmente nato idiota e non diventato così a causa di farmaci o vaccini, ha infatti avuto la sordida trovata di commentare un post del dottor Burioni sostenendo di possedere una pistola e un proiettile con il nome del dottore inciso metaforicamente sopra, scatenando ulteriori putiferi nel cortile digitale.

Premesso che la minaccia risulta assai poco credibile, dato che generalmente i leoni da tastiera si limitano a sparare idiozie e che non saprebbero caricare una pistola reale nemmeno con l’ausilio di un tutorial in 60 puntate, l’episodio testimonia l’assoluta tristezza di un universo simulato in cui propaganda e realtà dei fatti hanno raggiunto una pericolosa identità ontologica e in cui un’opinione vale l’altra, a prescindere dai fatti.

 

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