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Salute e Benessere
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Oms: allarme per acqua contaminata nel mondo

18 Aprile 2017
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Oms: allarme per acqua contaminata nel mondo

Mentre da questa parte del mondo di si imputa (assolutamente a torto) al glutine, al lattosio, alla mortadella o altri alimenti misteriosi la genesi di patologie per lo più inventate, esiste purtroppo un’ampissima porzione di umanità per la quale l’idea di bere acqua pulita continua a rappresentare una chimera e per la quale l’ingestione continua di batteri e agenti inquinanti rappresenta la norma più assoluta in ambito alimentare.

Un recente rapporto redatto dagli esperti dell’Oms ha infatti evidenziato come oltre due miliardi di persone dislocate alle più disparate latitudini terrestri si trovino costretti ad approvvigionarsi con acqua contaminata da feci o persino da agenti inquinanti peggiori, dando così vita ad un’emergenza sanitaria infinita, di fronte alla quale tutte le risorse messe in campo nel corso degli ultimi decenni hanno miseramente fallito l’obiettivo.

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Il rapporto denominato Glaas 2017 e realizzato dall’Oms in collaborazione con l’agenzia Un-Water ha infatti mostrato come, anche a fronte di investimenti stimati per far fronte all’emergenza cresciuti del 4,9% nel corso degli ultimi 4 anni, centinaia di migliaia di persone si trovino ancora a morire a causa dell’ingestione di acque inquinate o contaminate e come il mondo necessiti di un nuovo piano finalizzato alla depurazione delle risorse idriche all’interno delle “aree povere” del mondo.

Oltre al versante legato all’igiene e al debellamento di patologie ataviche che continuano a persistere proprio in virtù del livello di inquinamento delle acque, la costruzione di impianti di depurazione e la bonifica delle zone acquitrinose potrebbe rivelarsi, sottolineano i responsabili di Un-Water, alla stregua di una risorsa a livello occupazionale ed economico, garantendo la creazione di infrastrutture in grado di favorire lo sviluppo delle nazioni attualmente impossibilitate di munirsi degli strumenti atti a garantire la loro emancipazione economica e monetaria.

La speranza è dunque quella che governi ed organismi internazionali si rivelino finalmente sensibili ad una problematica che rischia nel lungo termine di riverberarsi anche in quella porzione del mondo dove i cittadini trovano il tempo di imputare la glutine patologie per lo più inventate e sicuramente non letali.

 

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