Salute e Benessere
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Pane e patatine bruciacchiate provocano il cancro?

24 gennaio 2017
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Pane e patatine bruciacchiate provocano il cancro?

Quando l’Oms ha inserito nella lista delle sostanze probabilmente cancerogene, pochi mesi fa, salsicce e carni alla griglia, in molti hanno pensato all’avvio di una crociata contro la carne la rossa, senza prestare troppa attenzione al fatto che, alla base della scelta, vi fosse la tipologia di cottura e non l’alimento in sé, dato che l’esposizione di un qualunque principio alimentare a fonti di calore eccessive ne altera la struttura molecolare e sviluppa una serie di reazioni tossiche per l’organismo umano.

A conferma di quanto gli alimenti bruciacchiati possano nuocere alla salute, indipendentemente dal fatto che si tratti di carni o meno, l’ente per la sicurezza alimentare inglese, la Food Standards Agency, ha deciso di dare il vaia ad una monumentale campagna informativa rivolta proprio a mostrare ai consumatori come pane e patatine abbrustoliti possano agevolmente favorire l’insorgere di mutazioni tumorali nel corpo umano.

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La campagna in questione, denominata Go for Gold, basa la sua efficacia su una serie di evidenze cliniche raccolte nel corso di svariati decenni, in base alle quali un’eccessiva cottura o frittura di alimenti di per sé completamente innocui o salutari porti i cibi a sviluppare una sostanza, chiamata acrillamide, che interferisce con i normali processi di replica cellulare all’interno dell’organismo umano, ponendosi così come movente per lo sviluppo di svariate tipologie tumorali.

Nota come reazione di Maillard, la tipologia di cottura in questione, piuttosto diffusa nel Regno Unito, trasforma infatti gli alimenti, sottoponendoli a temperature troppo elevate per tempistiche troppo lunghe e aggiungendo così una sorta di sapore alterato, piuttosto gustoso ai sensi, ma fonte di enormi pericoli per la salute, la cui evidenza si può notare quando il proverbiale color oro di pane patate (da qui il nome della campagna) comincia ad assumere tinte cromatiche tendenti al marroncino, mostrando così una spia visiva che denota l’insorgenza di rischi legati all’eccessiva presenza di acrillamide.

L’invito è dunque quello a limitare la temperatura dell’olio in cui vengono fritte le patate ai parametri considerati sicuri e a non abbrustolire inutilmente fette di pane in quantità industriale, dato che, come già ammonito dall’Oms, i maggiori rischi per la salute non vengono spesso dalle fonti alimentari ma dagli incauti metodi di cottura e dal modo in cui trasformiamo il cibo a nostro uso e consumo.

 

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