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Salute e Benessere
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Pepsi, Nestlè, McDonald’s e Kraft rinunciano ad aspartame e coloranti

29 Aprile 2015
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Pepsi, Nestlè, McDonald’s e Kraft rinunciano ad aspartame e coloranti

Per quanto siano stati recentemente ideati raffinati procedimenti chirurgici atti a ripristinare la situazione iniziale da un punto di vista anatomico ed estetico, la verginità resta quasi per definizione unica e una volta persa il tentativo di ricostruirla risulta talmente vano da entrare nel linguaggio comune in qualità di sinonimo stesso di un’operazione mirata a nascondere inganni e malefatte del passato.

Dopo aver mostrato per decenni il volto oscuro dell’industria alimentare, confezionando prodotti talmente malsani da generare paludi e acquitrini per osmosi, un gruppo di multinazionali ha recentemente deciso di votarsi verso una dimensione serafica ed eco-sostenibile del processo produttivo, bandendo sostanze nocive o semplicemente sospette dalla rinnovata lista degli ingredienti.

Ad entrare nella black list di McDonald’s, Nestlè, Pepsi, Kraft e dei loro numerosi emuli è ora il turno dell’aspartame,dolcificante artificiale sul quale non gravano reali evidenze scientifiche legate alla tossicità per l’organismo umano, ma sempre più ridotto all’angolo da studi e illustri opinioni di segno opposto.

In preda ad un eccesso di zelo, le grosse multinazionali coinvolte nel processo di lotta all’aspartame hanno per tanto deciso di eliminare per sempre il dolcificante dai loro prodotti, offrendo l’agognato ritratto sorridente ad un’opinione pubblica sempre più informata e sempre più preoccupata di fronte all’incedere di patologie un tempo ignote e di un girovita potenzialmente fatale.

L’operazione che prenderà il via dal mercato americano comporterà la presenza di confezioni e lattine volte ad indicare la natura “aspartame free” del prodotto consumato, con la speranza chel’immaginario collettivo associ immediatamente l’assenza del dolcificante con una pretesa di naturalità dell’alimento, come già avvenuto a differenti latitudini per differenti sostanze, di per sé non così nocive come si intendeva far credere.

Senza ancora sapere quali principi alimentari e quali dolcificanti verranno impiegati in sostituzione dell’aspartame, potendo ampiamente postulare la non esistenza di una Pepsi-Cola amara come un caffè senza zucchero o come un sorso di fiele, non resta che attendere gli esiti della grossa operazione commerciale messa in atto dai colossi di settore e vagliarne gli effetti sulla salute umana, ben consapevoli comunque che la verginità è ormai fuggita per sempre verso altri lidi e altre spiagge, in una calda sera d’estate.

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