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Salute e Benessere
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Progettato in Italia il primo pene robotico

22 Aprile 2015
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Progettato in Italia il primo pene robotico

In barba ad una lunga tradizione di pensiero che lo associa ad uno strumento di dominio e di potere quasi per antonomasia (telecomando escluso), il pene si trova in realtà a soffrire di un’intrinsecafragilità, dovuta all’eccessiva vascolarizzazione dei suoi tessuti e ad una serie di possibili cedimenti funzionali legati all’età o a problemi di tipo cardio-vascolare e psico-somatico.

Se fino ad oggi l’unica soluzione di fronte al mancato risveglio dell’organo sessuale maschile era rappresentata dal ricorso a farmaci tutt’altro che leggeri o a protesi tutt’altro che comode, i ricercatori facenti capo alla Scuola Sant’Anna di Pisa hanno avuto la brillante idea di progettare un pene robotico in grado di supplire all’assenza dell’ormai defunto compagno e di garantire erezioni e piacere ai meno fortunati.

Presentata in occasione del concorso “High-tech business venturing”, la particolare protesi robotica denominata “Robot Penis” è stata realizzata per garantire un ritorno di funzionalità in caso di disfunzione erettile e consente disupplire alle problematiche connesse con l’arto in modo naturale, riuscendo a recepire gli stimoli sensoriali prodotti dal cervello e a tradurli in altrettante erezioni.

La principale differenza con le tradizionali protesi erettiliconsiste proprio nel fatto che il pene robotico toscano si attiva in modo automatico, in corrispondenza con gli stimoli sensoriali associati con la sfera dell’eccitazione, rendendo superflue tutte le complesse pratiche di innesco manuale che hanno fino ad ora contraddistinto la genesi e l’impianto delle protesi di settore.

Secondo i tre laureandi che hanno dato forma (logicamente fallica) ad uno dei principali desideri maschili, la tecnologia presentata nel corso della convention toscana è destinata entro breve a trovare uno sbocco in ambito industriale e a soppiantare in toto le antiquate e scomode protesi in ambito di impianti e trapianti.

Sergio Tarantino, Andrea Cafarelli e Alessandro Diodato stanno infatti ultimando gli sviluppi del loro progetto per renderlo ancora più “naturale” e in grado di simualre le comuni fattezze e funzioni previste dall’organo sessuale, andando così a creare uno strumento di piacere e di dominio in grado di supplire all’intrinseca fragilità dell’apparato, fino a renderlo quasi simile ad un potentissimo telecomando.

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