Salute e Benessere
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Realizzato il primo embrione ibrido tra uomo e maiale

30 gennaio 2017
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Realizzato il primo embrione ibrido tra uomo e maiale

La lunghissima storia di incroci tra specie e di accoppiamenti favoriti dall’uomo per addomesticare una determinata specie (si pensi al cane lupo, ad esempio) , insegnano che, a livello potenziale, risulta possibile incrociare strutture genetiche apparentemente incompatibili e dare vita a particolari incroci tra specie e razze del tutto imprevisti dal naturale corso seguito dalla Natura.

Se fino ad oggi la possibilità, favorita dalla nascita di un’ingegneria genetica all’avanguardia, si è arrestata sulla soglia della teoria e di qualche bizzarro esperimento tentato all’interno di nazioni dove la ricerca risulta avulsa dalla sua componente etica, pare che la penuria di organi destinati al trapianto umano possa favorire in futuro lo sviluppo di strani embrioni, impiegati proprio come riserve di “materie prime” per tutti coloro che si trovano in attesa di ricevere un rene, un fegato o un polmone e che non possono attendere la disponibilità di un generoso quanto sfortunato donatore.

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I primi passi su questo campo minato sono stati compiuti recentemente da un gruppo di ricercatori facenti capo al Salk Institute of Biological Species, autori del primo esperimento completo su scala mondiale attraverso il quale alcune componenti genetiche umane sono state incrociate con il loro corrispettivo suino, dando vita ad un incrocio in vitro tra uomo e maiale, la cui funzione è appunto quella di testare la compatibilità di organi tra le due specie coinvolte nel progetto.

Andando ad inoculare alcune cellule staminali tipiche della razza umana in un feto di maiale, gli autori dello studio pubblicato su Cell hanno potuto assistere alla crescita uterina dell’embrione e testare come il particolare suino “ogm” riuscisse a sviluppare intere colture di cellule ed organi (in particolare cuore, fegato e neuroni) del tutto compatibili con quelli della specie umana e mostrato così la piena riuscita dell’intuizione alla base del progetto.

Denominato Chimera in onore della creatura mitologica ibrida, il primo embrione misto ha subito aperto il dibattito sull’eticità della strada intrapresa dai ricercatori e su tutte le implicazioni che l’incrocio comporta, dato che, se da un lato l’uomo ha sempre piegato e manipolato le specie viventi a suo uso e consumo, dall’altro il ricorso a tecniche così sofisticate di ingegnerie genetica rappresenta una novità ancora difficile da vagliare nelle sue possibili conseguenze.

 

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