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Salute e Benessere
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Realizzato in laboratorio il sangue artificiale

6 Dicembre 2016
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Realizzato in laboratorio il sangue artificiale

I continui e doverosi appelli alle donazioni di sangue sono resi necessari dal fatto che, anche fronte della possibilità di conservare a lungo l’elemento ematico e di immagazzinarlo, la disponibilità oggettiva della materia prima risulta comunque carente e assolutamente non in grado di far fronte a tutte quelle trasfusioni che si rendono necessarie in caso di emorragie prolungate, di gravi incidenti o di un intervento chirurgico piuttosto delicato.

Se la carenza di sangue rappresenta un fattore tutt’altro che irrilevante anche all’interno di un sistema sanitario complesso ed articolato, la penuria dell’elemento si può agevolmente tradurre in autentiche stragi in corrispondenza degli scenari di guerra, dato che perdite e sanguinamenti non rappresentano una tragica eccezione, ma la norma più assoluta in grado di contrassegnare il corso della vita quotidiane.

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Dato che per far fronte alla carenza occorrerebbe un numero di donazioni pressoché infinito, ai ricercatori della Washington University School of Medicine è venuta la brillante intuizione di dar vita ad un composto chimico in grado di supplire al sangue e di svolgere identiche funzioni, a livello di ossigenazione dei tessuti, a fronte di una reperibilità potenzialmente illimitata e vincolata solo dall’oggettiva volontà di creare ampi campioni del prodotto.

Il fulcro del composto denominato ErythroMer è rappresentato da una sorta di globulo rosso artificiale, ottenuto mediante la fusione tra una componente umana, ampiamente replicabile e un polimero sintetico che, legandosi alla emoglobina riesce a replicare alla perfezione la struttura e le funzioni dei comuni globuli rossi e a tramutarsi dunque in sangue vero e proprio.

Oltre che di una disponibilità potenziale immensa, ErythroMer possiede una particolare struttura liofilizzata che consente a medici e infermieri di poterne disporre “sul campo” per oltre un anno, data l’assoluta assenza della necessità di congelare il prodotto o di munirsi di apposite attrezzature per conservare la particolare polverina rossa.

Punto d’approdo di una ricerca lunghissima che trovava proprio nella replica dei globuli rossi il suo limite principale, il sangue sintetico si propone dunque di salvare migliaia di vite umane, laddove la carenza è tale da rendere persino insufficienti quegli infiniti appelli alla donazione che segnano il corso delle società strutturate.

 

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