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Salute e Benessere
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Rischia la morte per aver curato un raffreddore con ibuprofene

12 Dicembre 2016
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Rischia la morte per aver curato un raffreddore con ibuprofene

Anche se l’automedicazione risulta essere una pratica ampiamente tollerata (e spesso incentivata) dalla classe medica mondiale in ambito di patologie piuttosto banali, come il raffreddore, tutti coloro che si apprestano ad ingerire farmaci senza il previo consulto medico dovrebbero quantomeno avere l’accortezza di leggere quanto scritto nel proverbiale “bugiardino”, dove la posologia e la possibile comparsa di effetti collaterali risultano essere ampiamente illustrati e documentati, sulla base di una serie di test clinici che hanno preceduto l’immissione sul mercato del prodotto.

Abituata ad assumere ibuprofene ogniqualvolta uno starnuto faceva la sua comparsa, una signora inglese di 45 anni ha dunque deciso di ricorrere nuovamente al farmaco quando i consueti malanni di stagione hanno fatto la loro comparsa e il raffreddore ha prepotentemente bussato alla vie respiratorie della malcapitata, portando in dote qualche cefalea e altri piccoli disturbi.

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Poco attenta alle raccomandazioni contenute sul foglietto illustrativo, la donna ha tuttavia deciso in modo del tutto arbitrario, che il farmaco andava assunto ad intervalli regolari di tre ore, in barba alla posologia riportata sulla confezione che imporrebbe una certa cautela e intervalli di tempo decisamente più dilatati.

Colpita da una serie di problematiche intestinali decisamente peggiori di quelle che si trovavano all’origine dell’autoprescrizione, la protagonista della vicenda si è insospettita e si è recata la più vicino reparto di pronto soccorso, dove il personale medico ha riscontrato la presenza di una grave emorragia interna che avrebbe agevolmente potuto rivelarsi fatale in caso la donna avesse ignorato i sintomi e avesse deciso di proseguire lungo al strada della cura prescelta.

Fortunatamente salva e non più in pericolo di vita, la signora si è lanciata recentemente in una crociata che prevede l’ibuprofene alla stregua di un demone maligno, senza riflettere troppo sul fatto che quanto le è accaduto risultava ampiamente preventivabile ed evitabile mediante la lettura di quel bugiardino che riesce, in parte, a sopperire ad un consulto medico vero e proprio, quantomeno in caso di patologia banale e facilmente curabile.

 

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