Salute e Benessere
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Quando la lista d’attesa supera i 60 giorni, si può andare in privato pagando il ticket

9 gennaio 2017
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Quando la lista d’attesa supera i 60 giorni, si può andare in privato pagando il ticket

Stretta ormai da anni in duplice morsa che prevede, da un lato, la presenza di un sistema sanitario pubblico lento e farraginoso e, dall’altro, un sistema privato eccellente ma carissimo, la sanità italiana potrebbe indirizzarsi verso una soluzione “ibrida” che consente l’accesso ad alcuni servizi privati senza gli oneri del caso, qualora le tempistiche d’attesa presenti nel comprato pubblico raggiungano picchi di indecenza tali da vanificare persino il movente diagnostico alla base della richiesta.

In base al nuovo piano sanitario nazionale, pare infatti che chiunque si appresti a prenotare una Tac, ad esempio, presso una struttura pubblica e si trovi a rimanere impigliato nelle malie della burocrazia per un tempo superiore ai 60 giorni avrà presto diritto di richiedere il medesimo esame nel versante privato, sottoponendosi ad un sistema di tassazione basato sui proverbiali ticket che comporta oneri economici del tutto simili a quelli presenti nelle strutture pubbliche.

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Col tentativo di rivedere la lista delle priorità diagnostiche e di porre un minimo di regolazione alle modalità per accedervi, il Governo ha infatti deciso che laddove esiste una reale urgenza il cittadino può legittimamente rifiutare di sottoporsi a liste d’attesa infernali, prenotare la stessa visita presso una struttura privata e presentare una richiesta in carta semplice agli organi statali di riferimento, attraverso la quale chiedere il rimborso della prestazione, offrendo come contropartita il pagamento di quel ticket che si sarebbe reso necessario in caso si fosse riuscito ad accedere alle prestazioni erogate dal comparto pubblico.

La notizia, riportata dal sito Studio Cataldi, si baserebbe su una sorta di vuoto burocratico che fino ad oggi ha visto cozzare gli interessi sanitari dei cittadini con uno status quo intriso di burocrazia e liste d’attesa e che troverebbe appunto una soluzione definitiva nel nuovo piano sanitario nazionale e nella volontà di operare una scrematura tra le reali urgenze e tra semplici esami di routine, per i quali le fastidiose liste d’attesa non dovrebbero tradursi nella prematura dipartita del paziente, data l’assenza di gravità della situazione alla base della richiesta.

In caso la notizia trovasse conferma, ne conseguirebbe la genesi di una nuova duplice morsa in cui il coefficiente di burocrazia si andrebbe intensificando a dismisura, data la complessità d’accesso a rimborsi e sgravi, ma quantomeno i pazienti potrebbero dormire sogni più tranquilli e meno costellati da tempistiche bibliche d’attesa.

 

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  • Luigi Franchi

    DALL’ARTICOLO NON SI CAPISCE PERÒ COSA È
    ( E SOPRATTUTTO CHI DOVREBBE FARE E QUANDO……? ) IL NUOVO “PIANO SANITARIO” DI CUI PARLA L’ARTICOLISTA.
    SENZA DATI UN “POCHINO” PIÙ APPROFONDITI, LO SCONFORTO SUI PESSIMI E RIDICOLI SERVIZI FORNITI DAL S.S.N. OGGI RESTA INTOCCATO DALL’ARTICOLO……. E QUESTO NON È PIÙ TOLLERABILE IN UN PAESE DOVE LA PRESSIONE FISCALE È LA PIÙ ALTA D’EUROPA!!!!
    SAREBBE DAVVERO SERIO AVERE UNA RISPOSTA IN MERITO…..
    GRAZIE.

  • All’interno dell’articolo è stato inserito il link alla fonte originaria della notizia, dove ogni cosa è spiegata nel dettaglio. Non avendo io trovato ulteriori conferme in merito al suddetto piano nazionale sanitario (al di fuori della sopracitata fonte), ho evitato di dilungarmi circa le modalità con cui l’ipotetico piano potrebbe venire attuato, in attesa di riscontri più chiari e meno ambigui. Mi è sembrato doveroso riferire la notizia, in quanto dotata di pubblico interesse, ponendo tutti i condizionali del caso e in attesa di ricevere ulteriori chiarimenti da fonti vicine al Ministero o all’Iss. In caso la questione relativa alle modalità d’accesso alle prestazioni private dovesse trovare conferme o vedere effettiva luce, non tarderò a fornire ulteriori delucidazioni, per quanto mi sarà possibile. Grazie per l’interesse.

  • Luigi Franchi

    GRAZIE PER LA CORTESE ED ESAURIENTE RISPOSTA, MA PREGHIAMO DIO CHE VENGANO PRESI URGENTI PROVVEDIMENTI PERCHÉ COSÌ NON È POSSIBILE CONTINUARE E SONO ALLIBITO DALL’OTTUSO SILENZIO IN MERITO DEGLI ASSESSORI REGIONALI RESPONSABILI DELLA SANITÀ PUBBLICA……

  • Sono assolutamente d’accordo con lei.

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