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Salute e Benessere
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Sterilità diffusa e pene più corto, dove sta andando il maschio?

14 Marzo 2017
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Sterilità diffusa e pene più corto, dove sta andando il maschio?

In base ai meccanismi che regolano l’evoluzione del genere umano, la selezione naturale tende, nel corso di secoli o millenni, ad eliminare e ridurre tutto quanto viene considerato superfluo per la sopravvivenza della specie, secondo uno schema che, ad esempio, ha condotto in direzione della perdita di peli sul corpo o di altri caratteri non più funzionali alle specificità della razza umana.

Fa piuttosto impressione dunque che la linea tracciata dal mutamento delle componenti organiche nel corso degli ultimi anni riferisca di caratteri maschili sempre meno accentuati e di una sostanziale perdita di virilità a livello fisico che nulla ha a che vedere con il disegno dell’evoluzione, dato che i gameti maschili rappresentano il cuore stesso della sopravvivenza del genere umano sul pianeta Terra.

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In base ad una sconvolgente inchiesta realizzata per conto del programma tv di Rai 3 Presa Diretta, andata in onda ieri sera, pare infatti che il genere maschile sia vittima di una sorta di sterilità sempre più diffusa, diventua quasi endemica presso alcune fasce di popolazione, e di un accorciamento medio del pene che pare seguire uno strano trend iniziato pochi decenni or sono e ben lungi dal vedere la sua fine.

In base alla serie di studi e ricerche che hanno costituito l’essenza del servizio “Ciao maschio” vi sarebbe una sorta di corto-circuito ormonale prodotto a partire dall’assunzione di determinate componenti chimiche industriali che provocano una costante femminlizzazione del maschio, andando ad inviare segnare erronei all’organismo e interferendo con la produzione di tutti quegli ormoni, testosterone in primis, che giocano un ruolo fondamentale nella genesi e nello sviluppo dei caratteri sessuali maschili, sia primari che secondari.

In particolare, a finire sotto accusa, è l’ormai celeberrimo bisfenolo-a, componente di derivazione plastica imputata del raddoppiamento della sterilità in atto, in virtù di un suo potenziale tossico che si esplica mediante contatto o inalazione prolungata e che riesce a danneggiare la corretta produzione di ormoni nel genere maschile.

Secondo la trasmissione, il processo avrebbe inizio già all’interno del grembo materno e spiegherebbe, in parte, il calo di nascite che sta affliggendo numerose nazioni europee, mostrando una sorta di dicotomia tra gli orrori di una civiltà post-industriale ormai fuori controllo e i disegni specifici dell’evoluzione, diretti da tutt’altra parte secondo ben altre logiche intrinseche.

 

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