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Salute e Benessere
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Trapiantato un rene al posto della milza ad una bimba di sei anni

15 Dicembre 2016
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Trapiantato un rene al posto della milza ad una bimba di sei anni

Se la recentissima letteratura medica abbonda di casi in cui un organo malfunzionante viene rimpiazzato dal suo corrispettivo artificiale, da un altro organo donato da un paziente o addirittura da una coltura di cellule staminali autoctone, addestrate per svolgere identiche funzioni, i casi in cui gli organi umani si trovano ad essere intercambiabili l’uno con l’altro risultano piuttosto inediti, se non altro, per via delle ovvie differenze presenti a livello morfologico e funzionale.

Giusto per estendere un po’ il novero delle infinite potenzialità in ambito chirurgico, un gruppo di esperti facenti capo alla struttura sanitaria Le Molinette di Torino è riuscito a dare vita ad un autentico capolavoro, andando a sostituire la milza di una bambini dai sei anni, affetta da un grave patologia dalla nascita, e a rimpiazzarla con un rene adibito a svolgere quelle funzioni di filtraggio del sangue e di drenaggio dei liquidi che l’organismo non si trovava in condizione di svolgere per via dell’innaturale mancanza di entrambi i reni.

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Affetta da una grave malattia che le impediva di bere e urinare fin dalla nascita, la piccola protagonista dell’intervento di trovava a possedere una conformazione anatomica non idonea ad accogliere al suo interno un rene e tutti i tentativi di trapianto erano fino ad ora miseramente falliti per via di un tessuto vascolare non in grado di irrorare di sangue e di rendere funzionante l’organo impiantato.

Ai chirurghi de Le Molinette è dunque venuta la brillante intuizione di andare ad espiantare la milza alla bimba, organo potenzialmente “superfluo” o comunque non necessario quanto rene, e a collocare un rene proveniente da donazione esterna in quel complesso tessuto vascolare che fino a poco tempo irrorava la milza, operando una vera e propria sostituzione di organi senza che altre parti anatomiche venissero modificate troppo per consentire l’innesto.

A seguito del delicato intervento, realizzato durante la notte tra il 9 e il 10 dicembre, la piccola paziente ha finalmente potuto bere e urinare (attività rese impossibili dall’assoluta assenza di reni) e si trova ora ricoverata in terapia intensiva, in attesa che la lunga degenza le conferisca una vita normale e ponga fine a quegli interminabili cicli di dialisi e idratazione forzata che avevano rappresentato la costante della susa esistenza fin dal giorno della sua nascita, quando la letteratura medica non contemplava ancora la possibilità di vedere gli organi magicamente sostituiti in quanto ad ubicazione e funzionalità.

 

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