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Salute e Benessere
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Tumore al pomone, un virus tra le possibili cause

13 Dicembre 2016
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Tumore al pomone, un virus tra le possibili cause

Per quanto il fumo di sigaretta rappresenti sicuramente la prima causa di ogni forma tumorale localizzata nell’apparato respiratorio, polmoni in particolare, risulta evidente a chiunque che la casistica relativa al cancro non rappresenta un insieme in grado di aderire perfettamente a quello dei fumatori e che esistono al mondo decine di migliaia di malati che non hanno mai acceso una sigaretta in vita loro, nemmeno durante gli anni in cui fumare rappresentava una presunta occasione di riscatto sociale nel microcosmo dei licei.

Con l’intento di chiarire a fondo le ragioni che portano i non fumatori a rappresentare un cospicuo 20-25% di tutti i casi di tumore la polmone registrati su scala globale, un gruppo di ricercatori capitanti dal premio Nobel Harald Zu Hausen ha voluto avanzare, nel corso di un recente congresso tematico svoltosi a Vienna, l’ipotesi che la patologia possa risultare il prodotto di una particolare infezione che colpisce le vie aeree e che porta le cellule dei polmoni a sviluppare quelle pericolose mutazioni genetiche che si trovano all’origine del cancro.

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Una volta escluse altre cause di tipo ambientale per la genesi del cancro ai polmoni (come inquinamento o esposizione prolungata all’amianto), il dottor Zu Hausen ha cioè ipotizzato che il cancro al polmone possa seguire uno sviluppo simile a quello localizzato alla cervice uterina, in cui il Papilloma Virus rappresenta la causa principale della neoplasia e che dunque possa esistere un microrganismo esterno in grado di dare vita allo sviluppo del cancro.

Al momento relegata al mero rango di ipotesi, la teoria prevederebbe dunque il contatto con particolari classi di virus, funghi e batteri in grado di interferire con determinate predisposizioni genetiche e, in questo contesto, il dottor Zu Hausen si è spinto ad immaginare che gli agenti patogeni incriminati possano risiedere nell’organismo degli animali domestici, seppur in forma latente, ed esplicare il loro potenziale patologico una volta entrati in contatto con il sistema immunitario umano.

Attualmente priva di qualunque conferma, la teoria si inserisce in quella linea di ricerca atta a chiarire le ragioni che portano i non fumatori ad ammalarsi di cancro ai polmoni, una volta sfata l’atavica teoria che prevedeva il fumo alla base di tute le forme tumorali presenti nell’apprato respiratorio e i due insiemi tristemente destinato a sovrapporsi.

 

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