fbpx
Salute e Benessere
1

Tumore al seno, pochi interventi ricostruttivi dopo la mastectomia

24 Ottobre 2016
1659 Visualizzazioni
0 Commenti
2 minutes read
Tumore al  seno, pochi interventi ricostruttivi dopo la mastectomia

Il mese di ottobre, tradizionalmente dedicato all’informazione incentrata sul cancro al seno, ha portato le autorità sanitarie a livello mondiale a focalizzare la loro attenzione non solo sulla necessità di combattere la patologia a partire da screening ed esami diagnostici salva-vita, ma ad interrogarsi su come le vittime della patologia riescano a convivere con la loro condizione e a recuperare quella percezione di femminilità corporea solo apparentemente (ed erroneamente) messa dura prova dal Male e dalle conseguenti mastectomie, totali o parziali, alle quali le pazienti devono sottoporsi per sradicare la massa tumorale alla radice.

Il recente focus sanitario ha portato ala luce stime che attestano come meno di una donna su tre, nel nostro Paese, decida di tornare a percorrere la strada del bisturi una volta subita la mastectomia e scelga di convivere con la menomazione estetica per una serie di motivazioni che rientrano nella sfera della paura, della libera scelta scelta o semplicemente della scarsa informazione riguardo all’assenza di oneri economici previsti dal nuovo intervento.

tumoreseno-ricostruzione_emergeilfuturo

Se buona parte di coloro che hanno subito una mastectomia seguito della contrazione del cancro al seno scelgono legittimamente di non volere ricorrere a protesi e affini, ritenendo che la menomazione estetica non incida minimamente sulla loro femminilità e sull’accettazione del proprio corpo, in molte vorrebbero invece ricorrere alla chirurgia plastica, ma temono di incorrere in nuove problematiche di salute o di venire risucchiate da una giungla burocratica condita da oneri e spese insostenibili, in realtà, del tutto assenti, dato che l’intervento è assimilato ai trattamenti terapeutici dal Sistema Sanitario Nazionale e dunque privo di ulteriori costi.

Se, come premesso, la mancata ricostruzione può configurarsi come una scelta piena e consapevole, laddove invece non lo è i dati esposti nel corso del convegno tematico Bra day 2016 mostrano un lato oscuro della patologia connesso con l’autosegregazione e con l’insorgenza di problematiche a livello psicologico, sul quale bisognerà intervenire con calma dopo aver passato al vaglio tutte le tecniche terapeutiche e diagnostiche che consentono di salvare la vita alle pazienti ben oltre i confini temporali del mese di ottobre.

 

[adrotate banner=”6″]