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Salute e Benessere
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Tumori: in Italia mille nuove diagnosi oncologiche al giorno

29 Settembre 2016
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Tumori: in Italia mille nuove diagnosi oncologiche al giorno

Per quanto patologie di tipo virale e batterico continuino ad imperversare indisturbate per il pianeta Terra, anche a fronte di secoli di ricerca specifica, non vi è dubbio alcuno che il cancro rappresenti la piaga principale del millennio corrente e che il versante relativo ai tumori abbia conosciuto nel corso degli ultimi decenni una progressione tanto allarmante da divenire quasi catastrofica, anche a fronte di una speranza media di guarigione che cresce in modo esponenziale, faticando tuttavia a tenere il passo con il tasso di diagnosi effettuate.

Con l’intento di quantificare il fenomeno nel nostro Paese, i responsabili della Aiom (associazione italiana oncologia medica) hanno proceduto ad effettuare il consueto censimento annuale relativo all’incidenza delle patologie oncologiche in Italia e hanno determinato tutti i fattori connessi (tempistica legata alla diagnosi, coefficiente di sopravvivenza e tipologia tumorale più diffusa) con l’intento di trarre dalle fredde statistiche il movente necessario ad individuare eventuali lacune in termini di ricerca e prevenzione e di operare su quei versanti della malattia che si trovano ad essere maggiormente carenti.

Tumori 1000 daignosi

Stando a quanto riferito dalla stessa Aiom, il 2015 ha assistito ad un duplice trend che ha visto da un lato le diagnosi oncologiche femminili crescere dalla misura di 168.900 unità del 2014 fino alla soglia degli attuali 176.200 casi, mentre l’universo maschile, al contrario, ha assistito al primo significativo calo dell’incidenza oncologica degli ultimi anni, facendo registrare un -2,5% rispetto al precedente anno, seppur con differenze piuttosto ampie su base geografica.

Le forme più diffuse di cancro restano quelle localizzate al colon-retto e al seno, seguite a breve distanza dalle neoplasie al polmone che trovano nuova linfa dall’aumento delle donne fumatrici e che si pongono alla stregua di una delle possibili ragioni in grado di spiegare il sopracitato trend che prevede decrescita patologica negli uomini e parallelo aumento nelle donne.

In un quadro complessivo che resta comunque allarmante e che parla di circa 1000 nuove diagnosi ogni giorno, cresce fortunatamente il tasso medio di sopravvivenza a 5 anni dalla contrazione della patologia (termine oltre il quale si parla convenzionalmente di guarigione), con il 55% degli uomini e il 63% che non hanno assistito al ripresentarsi della patologia a seguito del suo debellamento e che possono proclamarsi vincitori su quel Male del secolo che flagella le società occidentali con virulenza sconosciuta persino alle più nefaste patologie virali e batteriche.

 

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