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Salute e Benessere
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Un test del sangue per localizzare i tumori

8 Marzo 2017
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Un test del sangue per localizzare i tumori

Nonostante le specifiche masse tumorali risultino localizzate in un ben preciso organo e riescano, in fase iniziale, a celare la loro esistenza di fronte al sistema immunitario mediante l’attuazione di particolari difese, la contrazione di una patologia oncologica lascia immediatamente un’impercettibile scia in tutto l’organismo, andando a riverberarsi sulla qualità del respiro o su alcuni marcatori presenti nel sangue.

Partendo da questa constatazione, la ricerca medica si trova sempre più in cerca di uno strumento diagnostico in grado di riconoscere la presenza di un tumore nel corpo proprio a partire dalle alterazioni nel sangue e di giungere così alla creazione di test ematici in grado di fnrire un responso attendibile prima che i tradizionali strumenti (come radiografia, tac o biopsia) sopraggiungano ad individuare natura ed entità del cancro.

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Un ulteriore passo verso la genesi di biopsie liquide sempre più efficienti ed attendibili è stato recentemente compiuto a partire da una recente ricerca condotta dalla University of California di San Diego che ha mostrato come risulti possibile, non solo individuare la contrazione di un tumore nell’organismo a partire da un test del sangue, ma anche localizzare con discreta precisione la massa tumorale ed associarla all’organo corrispondente.

Facendo leva su una particolare traccia di Dna lasciata dalle cellule sane uccise dal tumore e confrontando i risultati dell’esame del sangue con un’apposita banca dati genetica, i ricercatori sono infatti riusciti a capire a quale particolare tipologia di cellule corrisponda la suddetta scia di Dna e ad associare così la biopsia liquida ad una ben precisa patologia oncologica.

In parole povere, ogni tumore si trova a combattere con le cellule presenti in un dato organo per guadagnare spazio e quando il cancro riesce ad avere la meglio (cosa che in condizioni normali accade sempre), le cellule sane uccise da quelle tumorali lasciano una scia genetica nel sangue che denota la loro soppressione e che consente di venire tracciata attraverso il particolare test del sangue californiano.

Punto di approdo di una ricerca iniziata pochi anni fa e già divenuta standard d’approccio verso future diagnosi, lo studio apre dunque le porte ad un sistema diagnostico universale in grado di ricondurre ad un unico test la presenza di differenti masse tumorali ubicate alle più disparate latitudini del corpo umano.

 

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