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Salute e Benessere
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Via libera all’importazione di farmaci per uso personale

30 Marzo 2017
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Via libera all’importazione di farmaci per uso personale

Forse emblematico del classico “vorrei, ma non posso” che caratterizza da decenni la sanità italiana, il caso legato alla commercializzazione di un farmaco risolutivo dell’epatite c aveva tenuto banco all’intenro del Ministero della Salute un paio di anni fa, quando i tentativi dell’Aifa di acquistare il medicinale a prezzi ragionevoli e tali da consentirne la diffusione mediante il classico sistema dei ticket (quantomeno ai casi più gravi) fallirono miseramente, dando il “la” ad una sorta di “fuga dei malati” in direzione della Svizzera o di San Marino.

La ricerca di farmaci dall’estero si fece tanto fitta e continua da portare il Ministero a rivedere, in questi giorni, le sue linee guida relative all’importazione di medicinali da paesi stranieri, con l’intento di non aggiungere al danno, derivante dall’inaccessibilità assoluta dei principi attivi in Italia, anche la beffa consistente in sanzioni penali e amministrative per tutti gli importatori privati non autorizzati.

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Nella giornata di ieri, il Ministero della Salute ha infatti diramato, su indicazione dell’Aifa, una circolare che autorizza l’importazione privata relativa ai farmaci di ogni tipologia e di ogni sorta, non reperibili in Italia a causa di motivazioni di natura economica, oppure semplicemente non ancora arrivati nel nostro Paese in quanto sperimentali e oggetto di ulteriori disamine approfondite, precedenti all’eventuale commercializzazione.

Le uniche limitazioni relative al nuovo lasciapassare prodotto dal Ministero riguardano il fatto che il medicinale importato deve necessariamente trovarsi legalmente in vendita presso un’altra nazione e che il ciclo terpaeutico da effettuarsi con il medicinale importato non deve superare una durata pari a 30 giorni.

Esplicitamente ideata per consentire l’approdo in forma privata di quel mirabolante farmaco anti-epatite c senza noie e conseguenze legali, la direttiva apre dunque le porte all’importazione fai-da-te, laddove, purtroppo, le contingenze economiche impongono che le tasche statali restino ancora chiuse di fronte ai prezzi esorbitanti proposti dai produttori.

 

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