
Se fino ad oggi i sistemi di connessione mobili definiti dalla lettera G hanno rappresentano un’evoluzione in termini di velocità di navigazione e download, è opinione comune che il limite relativo alle potenzialità della suddetta connessione sia ormai stato raggiunto e che ogni successivo passo sarà portatore di una rivoluzione molto più ampia, finalizzata a favorire l’avvento di nuove tecnologie, attualmente rese impossibili da una connettività di tipo 4G ancora troppo deficitaria per regolare il funzionamento di oggetti di tipo “smart” o veicoli semoventi.
Se fino ad oggi la connessione per mobile è stata ideata per garantire “utilizzi di servizio” attraverso smartphone e tablet ,il più veloci ed efficienti possibili, la nascita di una rete globale 5G potrebbe portare il segnale ad una stabilità e ad una velocità tali da consentire di far metaforicamente uscire il mondo del Web dagli angusti schermi in cui è rimasto chiuso fino ad ora, per assistere all’incarnazione di modelli automatizzati in grado di produrre un impatto sulla nostra via ancora maggiore.

Mentre la società Qulacomm annuncia di aver trovato la quadratura del cerchio e di trovarsi ad un passo dalla genesi di processori esplicitamente ideati per supportare la nascente connettività, ecco che il nostro Paese fa le prove tecniche dell’inevitabile futuro, andando ad avviare una sperimentazione relativa al 5G che andrà a coinvolgere alcune aree metropolitane e che fungerà da banco di prova per le velleità italiane di stare al passo con la rivoluzione prossima ventura.
Entro il 30 aprile sarà infatti possibile partecipare agli appositi bandi di concorso per la realizzazione della prima rete 5g nelle città di Milano, L’Aquila, Prato, Matera e Bari e iniziare una lunga fase di test e sperimentazioni che terminerà in corrispondenza del 2020, data in cui è previsto l’approdo definitivo della connettività su tutto il territorio italiano e in cui verranno “premiati” coloro che avranno raggiunto migliori risultati nel corso della nascente fase di sviluppo embrionale.
Mirata principalmente alla creazione di apposite infrastrutture, la sperimentazione darà dunque l’anticipo di una fase più ampia in cui si tenterà di fare uscire il Web dai suoi schemi e schermi abituali per dare vita ad una sorta di rivoluzione automatizzata basata su una semplice connettività che poi tanto semplice non è.
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