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Scienza e Tecnologia
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Apple Watch e il mistero dei tatuaggi sul polso

30 Aprile 2015
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Apple Watch e il mistero dei tatuaggi sul polso

Il mondo della tecnologia e delle innovazioni scientifiche è per sua stessa natura il più inclusivo possibile: tutti i principali dispositivi immessi sul mercato vengono progettati e realizzati per adattarsi alla conformazione fisica e alle esigenze estetiche ogni categoria umana presente sulla faccia della Terra, onde evitare di suscitare polemiche e di trovarsi con una potenziale fetta di clienti scoperta.

Dopo aver destato qualche perplessità per via della particolare conformazione di iPhone 6, talmente “pieghevole” da risultare inadatto a tutti gli amanti di jeans extra-slim o skinny, ora Apple è rapidamente tornata nel mirino per una presunta anomalia (stavolta del tutto inconsapevole) in base alla quale Apple Watch produrrebbe una serie di malfunzionamenti se indossato sopra ad un polso completamente tatuato.

Secondo numerosi utenti che hanno sottoposto il dispositivo ad una serie pressoché infinita di test, tale da fare impallidire i colossi automobilistici, Apple Watch cesserebbe infatti misteriosamente di funzionare se collocato a contatto diretto con l’inchiostro dei tatuaggi, dando vistosi segni di equilibrio concretizzati in una continua richiesta di inserire il codice Pin e in una mancata percezione dei parametri vitali impiegati dalle applicazioni rivolte al benessere.

In sostanza, alcuni acquirenti hanno notato che il contatto con un polso tatuato spingerebbe Apple Watch in direzione di una sorta di “corto-circuito” continuo, legato al fatto che l’orologio basa la sua capacità di svolgere le normali funzioni proprio tramite una completa adesione all’epidermide; adesione che verrebbe meno attraverso il filtro rappresentato da un tatuaggio sul polso, rendendo così il dispositivo inservibile, o quasi.

Alla base di problematiche ampiamente documentate da video e foto che hanno rapidamente invaso il Web, vi sarebbe l’adozione di un particolare sensore di frequenza cardiaca che sfrutta il fenomeno definito come fotopletismografia (cioè la nutrale tendenza del sangue a riflettere un dato spettro cromatico), completamente alterata dalla presenza di tracce di inchiostro nell’epidermide e destinato a produrre una serie di malfunzionamenti continui che, a quanto pare, investono anche il campo delle notifiche ricevute.

Se i numerosi rumors trovassero conferma, dalle parti di Cupertino bisognerebbe ripensare per intero un dispositivo atteso per un arco di tempo superiore a quello delle guerre puniche, oppure decidere di rinunciare a quella pretesa di inclusività che ha reso l’azienda della Mela celebre in ogni angolo del pianeta Terra.

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