
Per quanto la facciata delle istituzioni globali proponga costantemente nuove soluzioni mirate al reperimento di fonti energetiche pulite alternative, la realtà dei fatti parla di un mondo che si regge ancora sul petrolio e che continuerà a farlo per lungo tempo, a prescindere dalla scarsa economicità della materia prima (fatta eccezione per il crollo di prezzi di questi giorni), dal possibile esaurimento delle fonti e da tutti quegli “incidenti” che portano spesso il greggio a riversarsi in mare causando ingenti danni all’ecosistema.
Trovandosi nell’impossibilità di risolvere le prime due problematiche, un gruppo di studenti della Scuola di Dottorato Politecnico di Torino pare sia riuscito ad escogitare quantomeno un sistema in grado di ridurre l’impatto dei riversamenti petroliferi in mare, attraverso l’ideazione di una barriera marittima ad hoc in grado di contenere la “marea nera” e di salvaguardare (per quanto possibile) l’habitat circostante.
Il progetto torinese, che si è classificato al secondo posto nel corso della competizione internazionale “ESA’s S2UN Challenge”, basa la sua azione su una serie di barriere semoventi ideate per venire agevolmente trasportate sulle navi e per venire spiegate e ripiegate in base alla localizzazione dell’emergenza petrolifera, di modo dariuscire a ad arginare l’incedere dei riversamenti in concomitanza con quelle specifiche aree che si intende proteggere per ragioni naturalistiche e ambientali.
La vera novità del progetto denominato PIER (Petroleum Innovative Enviromental Remediation) consiste nel fatto che la struttura sfrutta materiali impiegati nell’ingegneria aerospaziale per dar vita ad una senbarriera in grado di estendersi fino a 12 volte le sue dimensioni originali in soli 30 minuti e senza il ricorso a strutture metalliche in grado di produrre un ingombro maggiore in fase di trasporto.
La struttura progettata dagli studenti di Torino potrebbe in un immediato futuro costituire un agevole supporto per tute quelle imbarcazioni commerciali che si trovano a dover trasportare ingenti quantità di petrolio e che potrebbero così evitare di scatenare un ennesimo disastro ambientale, sempre in attesa che il mondo si riconverta davvero in direzioni di fonti energetiche alternative e pulite.
Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.