
Uno dei problemi principali connessi con i furti di dati e le violazioni online riguarda il fatto che la scoperta relativa all’avvenuta violazione avviene generalmente con modalità piuttosto tardive e solo quando l’ingente quantitativo di passwords e credenziali trafugate si trova ad essere rivenduto ed impiegato per indebiti utilizzi.
Accade così che, dopo l’ingente violazione avvenuta su LinkedIn che ha coinvolto persino in fondatore di Facebook Marc Zuckerberg, il mondo degli internauti si trovi ad essere sconvolto dalla notizia relativa ad una gigantesca opera di hackng ai danni del sito Dropbox, avvenuta ne lontano 2012 e divulgata solo poche ore fa, quando le evidenze si sono fatte via via sempre più chiare e i dati sensibili sono stati rintracciati nel Deep Web, sebbene non esista ancora al momento una prova tangibile relativa ad una compravendita delle credenziali indebitamente sottratte.

Stando a quanto diffuso dalla stessa azienda colpita, l’ingente opera di hacking interesserebbe circa 68 milioni di utenti e, onde evitare che il furto delle credenziali possa produrre ulteriori spiacevoli conseguenze, i responsabili di Dropobox hanno consigliato un reset delle passwords per chiunque non abbia aggiornato i suoi dati d’accesso a partire dalla fatidica metà del 2012, periodo in cui si stima possa essere avvenuta la violazione.
Dopo essersi accorta del furto, Dropbox ha dunque valutato le modalità specifiche con cui sono stati compiuti gli accessi al sito da parte degli utenti nel corso degli ultimi 4 anni e stabilito che, almeno apparentemente, i responsabili del furto non si sarebbero ancora introdotti all’interno del popolare servizio di archiviazione online sotto mentite spoglie e concluso così che i tempi erano maturi per chiudere la proverbiale stalla prima che si verificasse una fuga di buoi in grado di mettere a repentaglio la sicurezza di milioni di utenti e la credibilità del sito.
In caso vi troviate dunque a non avere mai resettato la password d’accesso a Dropbox dopo il 2012, il consiglio è quello di connettersi al sito ufficiale del servizio e di seguire le linee guida d’emergenza proposte dall’azienda, prima di dovervi trovare, magari tra qualche anno, a scoprire di essere caduti vittime di quei tragici furti che vengono così divulgati a posteriori.
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