
A fianco dell’esercito di persone che decidono consapevolmente di esporre la propria immagine sui social networks e di testimoniare al mondo la loro semplice esistenza, mediante selfies e pensierini in ordine sparso, esiste un novero di irriducibili dell’anonimato digitale, per i quali la sola idea di venire inquadrati, fotografati ed immessi nella bacheca di qualcun altro appare alla stregua di un’ingiusta ed indebita tortura e che vorrebbero rimuovere ogni traccia della loro identità da Internet, in barba alle mode imperanti.
Proprio per venire incontro alle doverose esigenze di chi rifugge i social networks, un’azienda olandese si è presa la briga di dare vita ad una particolare spilla che consente la cancellazione dei volti di chi la indossa dai social networks, in modo del tutto automatico ed indipendente dalle intenzioni di chi aveva scattato al foto o di chi se ne era appropriato per postarla su Facebook o su Twitter, magari con la recondita speranza di dare vita ad un contenuto di tipo virale a dispetto della reale volontà del soggetto ripreso.

Sfruttando la tecnologia impiegata per dar vita ai codici QR (quelli che, una volta fotografati, si traducono immediatamente in una serie di immagini e funzioni, per intenderci), i responsabili dell’azienda AVG Innovation Labs hanno messo a punto una spilla di forma circolare che contiene al suo interno una stringa di codice che consente l’oscuramento dei volti al momento di immettere su internet lo scatto ritraente il soggetto che la indossava.
Tradotto in parole povere, indossare la spilla in questione funge da schermo nei confronti della possibilità di trovare la nostra immagine sui social networks, dato che il particolare codice inserito nell’immagine impedisce la visualizzazione corretta dei volti e di risalire alle fattezze dell’utente anche a fronte dell’impiego di programmi per il fotoritocco o di particolari filtri presenti sulle fotocamere dei cellulari.
Sorta per far fronte a carenze legislative che prevedono la sostanziale impossibilità di tutelare la privacy individuale nei luoghi pubblici, la spilla si ripromette dunque di proteggere tutti coloro che si trovano disarmati di fronte all’avvento di una società costretta a testimoniare sé stessa ad ogni ora del giorno, senza curarsi troppo di quell’anonimato digitale che rappresentava la normalità più assoluta fino a pochi anni fa.
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