
Premesso che riporre fiducia nelle cosiddette “fonti indipendenti” su internet garantisce spesso lo stesso livello di sicurezza di una corsa effettuata in autostrada con gli occhi bendati, l’atteso approdo di iPhone 6s e 6s Plus in Italia è stato agitato, durante le scorse ore, da una polemica sulla qualità dei processori impiegati nel dispositivo.
Secondo i test effettuati da alcuni blog americani, Apple avrebbe infatti sapientemente montato due differenti tipologie di processori sui propri telefoni, dando così vita ad una distinzione tra iPhone di “serie A” e di “serie B” in grado di preoccupare un po’ tutti quei nostri connazionali in coda all’esterno degli Apple Stores.
Secondo i rumors, la differenza maggiore risiederebbe nel consumo della batteria messo in atto dai due differenti processori, di modo che l’autonomia di iPhone 6sdipenderebbe da una sorta di colpo di fortuna al momento dell’acquisto e non dalle intrinseche ed univoche qualità del telefono.
Mentre Apple si affanna logicamente a smentire e noi non ci troviamo in possesso di certezze tali da poter avallare una delle due tesi (il rischio di venire annoverati tra le misteriose “fonti indipendenti” è sempre dietro l’angolo), ci limitiamo a constatare il successo dell’ennesimo capitolo della saga di Cupertino.
IPhone 6s approda infatti i Italia forte di 13 milioni di esemplari venduti nel week end inaugurale e di una rapidissima conquista del mercato cinese che lascia presagire nuovi record anche per quanto riguarda i paesi non ancora inseriti nella mappa di diffusione e che si trovano oggi a fungere da ulteriore esperimento di mercato.
Ad influire sul successo di iPhone 6s, oltre al potere mistico del marchio, sono state le modifiche tecniche apportate dall’azienda, rispetto alla precedente versione, che hanno portato gli utenti di tutto il mondo ad ordinare e pre-ordinare il telefono munito di una nuova fotocamera (12 mpx) al posteriore, di un’architettura interna più scorrevole e di quel sistema denominato Force Touch che si pone alla stregua della vera novità dell’anno in ambito smartphone.
In attesa che qualcuno chiarisca in via definitiva l’arcano relativo ai processori ci auguriamo che l’acquisto (o il mancato acquisto) del telefono dipendano da fattori intrinsechi all’oggetto e non da quella scia di rumors che, in attesa di verifiche, portano l’utente medio a percorrere strade trafficate con tanto di bende sugli occhi.
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