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La calotta artica si scioglie sempre più rapidamente

21 settembre 2016
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La calotta artica si scioglie sempre più rapidamente

Se misurare appieno gli effetti del Riscaldamento Globale e quantificare i danni in termini di specie estinte, innalzamento delle maree e genesi dei rifugiati climatici risulta essere ancora un’impresa utopica, un buon indicatore dell’andamento delle temperature è rappresentato dal livello di estensione della calotta artica, particolarmente soggetta ad restringersi e allargarsi in corrispondenza del trend meteorologico globale e ad anticipare così nuovi possibili pericoli all’orizzonte.

Stando a quanto si apprende dalle misurazioni fatte registrare a seguito di un inizio di settembre mai così torrido, la febbre del Pianeta pare aver raggiunto livelli ormai intollerabili, dato che la zona artica ha raggiunto livelli minimi di estensione “fuori stagione”, secondi solo a quelli fatti registrare nel corso del 2012, annata passata alle cronache per la sua presenza di schemi meteorologici caotici ed imprevisti.

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Le ultime misurazioni condotte attraverso l’ausilio dei satelliti della Nasa hanno infatti mostrato come l’estensione della superficie ghiacciata abbia raggiunto una quota pari a 4,14 milioni di chilometri quadrati, vale a dire circa un terzo di quella presente trent’anni fa, quando il riscaldamento globale iniziava blandamente a fare sentire i suoi primi effetti e il patrimonio ghiacciato del pianeta Terra appariva ancora riconducibile alle sue dimensioni classiche e ottimali.

Dalla data d’inizio delle prime misurazioni, collocata nel lontano 1981, si è dunque potuta constatare un’erosione continua relativa al patrimonio ghiacciato dell’Artico, prodotta con una velocità esponenziale che è progredita di pari passo all’aumento dell’immissione dei gas ad effetto serra nell’aria e che ha subito qualche battuta d’arresto, tra l’altro molto relativa, solo in virtù della presenza dei sopracitati schemi meteorologici caotici e dell’avvento di correnti fredde del tutto impreviste e non riconducibili ad un preciso quadro d’insieme.

In attesa che la posterità quantifichi dunque gli effetti più impalpabili del Riscaldamento Globale e fornisca le stime relative a duna catastrofe annunciata, non resta che tenere fisso lo sguardo su quel particolare termometro gelato del Pianeta e sperare che le promesse relative alle riduzione delle emissioni trovino riscontro in un aumento di superficie ghiacciata.

 

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