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L’abuso di creme solari è fatale per le barriere coralline

22 ottobre 2015
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L’abuso di creme solari è fatale per le barriere coralline

Non molto tempo fa, un ampio censimento effettuato con l’intento di vagliare lo stato di conservazione dell’ecosistema marittimo a livello planetario aveva rivelato il rapido declino delle barriere coralline, ormai sbiadite a causa del caldo eccessivo e di imprecisati agenti chimici fino a perdere il loro colore originario e divenire bianche come l’ammoniaca o come una triste corsia d’ospedale.

Alcuni ricercatori facenti capo all’organizzazione “Haereticus Enviromental Laboratory”, in Virginia, hanno voluto vederci chiaro ed effettuare un’ulteriore analisi atta a distinguere le causeascrivibili all’inquinamento indiretto (legate al Riscaldamento Globale) da quelle invece che hannoprovocato la morte delle barriere coralline “per contatto”, vale a dire non in virtù di una rinnovata potenza dei raggi del sole, ma in base all’azione corrosiva di determinati agenti chimici.

L’accurata indagine ha rivelato come il principale killer delle barriere coralline sia da ricercarsi in alcune sostanze contenute nelle comuni creme solari, la cui azione distrugge completamente i coralli più piccoli e mette a dura prova i coralli adulti, portandoli a soffrire fino a perdere le loro naturali tinteggiature.

In particolare, la sostanza finita sul banco degli imputati per avere impunemente ucciso le barrire coralline, soprattutto neipressi delle isole Hawaii e degli arcipelaghi caraibici, sarebbe un principio chimico definito oxybenzone,responsabile delle mutazione genetiche protratte ai danni dei coralli e della loro conseguente distruzione.

L’oxybenzone riuscirebbe infatti ad agire sulla struttura molecolare del Dna dei coralli, andando ad alterarlo fino a provocare la morte dell’organismo vivente e il fenomeno si troverebbe ad essere particolarmente accentuato nelle zone oceaniche dove sono presenti i più ingenti flussi turistici e dove tonnellate di lozioni e creme solari si trovano ogni anno a venire immesse nelle acque.

Lo studio pubblicato sulla rivista Archives of Enviromental Contamination & Toxicology ha dunque svelato ad un livello più intimo come avviene la morte delle barriere coralline e come logiche industriali sempre più incaute stiano facendo perdere colore al nostro mondo, trasformandolo in una gigantesca corsia d’ospedale, rigorosamente di color bianco.

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