Scienza e Tecnologia
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Fact Checking Day, una giornata contro le bufale online

3 aprile 2017
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Fact Checking Day, una giornata contro le bufale online

Dato che ad un navigatore mediamente accorto le bufale online appaiono immediatamente riconoscibili e che la semplice presenza della dicitura “clicca e condividi” o della parola “censurato” denotano immediata inaffidabilità, tutte le notizie contraffatte su Internet mirano a colpire esplicitamente quella porzione di pubblico poco avvezza a riconoscere il banale artificio, facendo leva su uno schema mentale in grado di attrarre i curiosi proprio in virtù di un’esclusività della fonte, ovviamente solo simulata.

In occasione del Fact checking day, tenutosi ieri, il mondo dell’informazione corretta ha voluto mettere in campo una sorta di controffensiva contro le bufale, volta a sensibilizzare proprio quella porzione di utenti più facilmente malleabili di fronte ai pericoli derivanti dall’apprendimento di notizie prive di reale corrispondenza con i fatti e di un allarmismo che non ha ragione di esistere, dato che di cose reali per le quali allarmarsi è piena la vita, anche senza il bisogno di alieni sbarcati sulla Terra, complotti delle case farmaceutiche, immigrati serial killer, vaccini che provocano l’autismo e chi più ne ha più ne metta.

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Oltre al consueto vademecum della corretta informazione e ai soliti suggerimenti finalizzati a non cadere vittima delle trappole online, il sito ufficiale dell’iniziativa ha messo a punto un simpatico test che sfida l’utente a riconoscere una serie di notizie vere, inserita ad arte in una sequenza comprensiva di bufale e fake news, con l’intento di aiutare i fruitori meno esperti a prendere confidenza con il fact checking e con quel controllo delle fonti che rappresenta un’ancora di salvezza di fronte alla barbarie e allo scempio online.

Se infatti risulta evidente a chiunque abbia superato con successo la terza elementare che i fantomatici “video censurati da tutte le televisioni” non esistono e non sono mai esistiti (e se, per assurdo, dovessero mai esistere non sarebbero certo di pubblico dominio su un social network facente capo ad una multinazionale americana con un miliardo di iscritti), il web abbonda anche di bufale più sofisticate e meno riconoscibili, di fronte alle quali anche l’utente più accorto si trova spesso costretto a fare un check delle fonti e a raffrontare la notizia con le sue omologhe prima di stabilirne l’assoluta falsità e poter riprendere così indisturbato la sua sessione di navigazione.

 

 

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