Scienza e Tecnologia
Like

Mari troppo caldi, gli anfibi migrano sulla terraferma

1 febbraio 2016
566 Visualizzazioni
0 Commenti
2 minutes read
Mari troppo caldi, gli anfibi migrano sulla terraferma

Se le specie presenti sulla Terra si dividono tradizionalmente in due categorie, sulla base della loro capacità di adattarsi agli ambienti marini o meno, gli anfibi rappresentano quel particolare retaggio dell’evoluzione che dimostra come sia possibile una versatilità di fondo nel regno animale e la conseguente possibilità di passare dall’acqua alla terraferma con una relativa facilità.

Dato che il riscaldamento globale in atto sta rendendo tuttavia i mari sempre più caldi e poveri di ossigeno, numerose specie animali stanno decidendo in questi ultimi anni di rinunciare alla loro caratteristica peculiare e di migrare in modo permanete sulla terraferma, onde evitare una possibile estinzione resa inevitabile dalle condizioni dei mari, divenuti ormai inabitabili.

Il problema, ben lungi dal rivelarsi solo in prossimità di fondali oceanici o presso località costiere tropicali, ha fatto la sua tragica comparsa anche in Toscana, dove ormai si assiste con cadenza quotidiana all’invasione messa in atto da migliaia di granchi, appartenenti alla speciePachygrapsus marmoratus, che decidono di trasferirsi sul litorale abbandonando le acque tirreniche a causa di unatemperatura media sempre più elevata anche di inverno e di un’assenza di ossigeno che poco collima con l’apparato respiratorio ibrido degli anfibi.

Secondo le funeste previsioni che parlano di un ulteriore aumento di temperatura medio apari a 3 gradi centigradi nel corso dei prossimi 35 anni, si prevede che il fenomeno per ora limitato ai granchi, quantomeno in Italia, possa estendersi alle altre specie anfibie, rendendo così i mari un po’ meno popolosi e i litorali sovraffollati dalla presenza di creature non progettate per stabilirsi sulla terraferma in modo permanente.

Ovviamente, la soluzione all’inquietante fenomeno prodotto dal riscaldamento globale, sarebbe da ricercarsi in quella riduzione di emissioni auspicata più volte e rimandata fino al punto di mettere a repentaglio persino l’esistenza di quelle particolari creature che dimostrano l’ingegno dell’evoluzione e la versatilità del regno animale.

Altri post che ti potrebbero interessare

Questo sito utilizza Cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi sapere di più clicca su maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi