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Scienza e Tecnologia
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Nasa: il razzo Falcon 9 esplode dopo pochi minuti

29 Giugno 2015
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Nasa: il razzo Falcon 9 esplode dopo pochi minuti

La recentissima esperienza vissuta dalla nostra Samantha Cristoforetti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha portato il grande pubblico italiano a vivere una lunga esperienza a stretto contatto con un universo (è proprio il caso di dire) fino a poco prima sostanzialmente ignoto e ignorato, mostrando in tempo reale quanto la vita nello spazio possa essere entusiasmante, ma anche ricca di imprevisti e problemi tecnici.

A seguito della sfortunata vicenda che ha impedito alla Crisotoforetti di ritornare sul pianeta Terra per la data prevista e allungato il soggiorno della nostra astronauta di oltre un mese, pare infatti che errori e disfunzioni siano diventati una lenta costante nei sistemi di approvvigionamento spaziali basati su lanci di razzi cargo destinati a garantire carburante alla ISS.

Il razzo vettore Falcon 9, destinato a portare rifornimenti alla ISS si è infatti disintegrato dopo solo due minuti dal lancio, avvenuto dalla stazione di Cape Canaveral, in Florida, senza neanche il privilegio di compiere qualche piccola escursione lontano dalle immediate vicinanze con la Terra.

Con una laconica nota la Nasa ha liquidato l’accaduto mostrando rammarico per il fallimento e sottolineando il fatto che gli astronauti a bordo dell’ISS non si trovano comunque in condizione di pericolo alcuna, né devono temere problematiche legate alla carenza di rifornimenti, dal momento che i razzi di tipo cargo vengono spesso inviati con largo anticipo sulle condizioni di riserva, di modo da poter porre rimedio ad eventuali imprevisti.

Nel corso dei prossimi giorni, la Nasa chiederà dunque conto dell’accaduto alla società privata Space X, proprietaria del razzo andato disperso dopo soli due minuti e principale collaboratrice dell’agenzia spaziale americana, alla quale viene sovente delegata la genesi di nuovi progetti e la loro realizzazione.

A pochi giorni dal fallimento legato al lancio della seconda sonda che avrebbe dovuto vagliare le condizioni gravitazionali legate ad un (molto) ipotetico atterraggio sul pianeta Marte, la Nasa riporta un ulteriore insuccesso planetario, al quale urgerà trovare una soluzione, almeno in previsione del giorno in cui un’altra astronauta italiana tornerà ad esplorare la vastità dello spazio, catalizzando così nuovamente la nostra sopita attenzione.

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