
C’era una volta la fotografia, ottocentesca invenzione finalizzata ad una fedele riproduzione della realtà che prescindesse da tutte quelle alterazioni messe in atto dalla pittura nel corso dei secoli, attraverso le quali i soggetti rappresentati (soprattutto se nobili, re, imperatori e principi) diventavano improvvisamente belli e giovani e alti.
Poi arrivò la Adobe System Incorporated e decise che la rappresentazione della realtà da un punto di vista oggettivo era stata senz’altro un’invenzione utile alle sorti dell’umanità, ma che era giunta l’ora di voltare pagina e di consentire a chiunque masticasse un minimo di informatica di poter tornare a stravolgere a piacimento tutto quanto veniva rappresentato all’interno di una comune fotografia.
A 25 anni di distanza dal lancio di Photoshop, la quantità di rughe, macchie cutanee, chili di troppo e stempiature eliminate dagli utenti del programma è ormai talmente sterminata che se esistesse un cimitero ideale delle imperfezioni fisiche, la lista d’attesa per seppellire nuove disfunzioni sarebbe talmente lunga da richiedere il pagamento di un cospicuo anticipo.
Ideato inizialmente per piattaforme Mac, Adobe Photoshop fece il suo debutto nel 1990, trasformando rapidamente l’approccio al fotoritocco su scala globale e imponendosi all’attenzione planetaria come canone assoluto in materia e come parametro per tutti i programmi che avrebbero in seguito tentato (in vano) di emularne funzionalità e semplicità di utilizzo.
Ideato da due figli di un fotografo, Thomas e John Knoll con l’intento di semplificare il lavoro al loro stanco padre, Photoshop è rapidamente uscito dalla stretta nicchia di applicazione prevista dagli inventori per divenire uno dei programmi più acquistati e scaricati di sempre, tanto da venire inserito come dotazione di base (almeno nella versione “Elements”) in numerosi computer e tablet, entrando così nel sottile novero delle applicazioni irrinunciabili insieme a Microsoft Office e pochi altri titoli.
Giusto per aggiungere una curiosità ad un mondo del quale ormai conosciamo ogni dettaglio e che porta migliaia di copertine di riviste ogni giorno a fornire nuovi esempi, la prima foto ritoccata della storia fu quella che rappresenta una ragazza in topless vista di spalle mentre osserva l’oceano, probabilmente ignara di trovarsi al centro di una rivoluzione secolare in grado di sconvolgere il mondo della fotografia e di riportare in auge tutte quelle modifiche alla realtà apportate dalla pittura nel corso di secoli.
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