
Per quanto le acque dei nostri mari e oceani si facciano via via più inquinate, le soluzioni adottate fino ad ora nel tentativo di ripulirle da scorie hanno spesso prodotto l’effetto opposto, andando ad aggiungere un danno al danno pregresso e sporcando ulteriormente la superficie acquifera attraverso l’adozione di molecole invasive quanto inutili.
Perennemente protratta in direzione di soluzioni alternative ed efficaci, la ricerca di settore potrebbe aver trovato il “Santo Graal” di tutte le acque nella scoperta di un particolare polimero, ricavato da bucce d’arancia e scorie petrolifere che pare effettivamente in grado di mondare i mari senza troppe conseguente sull’ambiente circostante.
Ideata da un team di ricerca facente capo alla Flilders University di Adelaide, la particolare molecola consta di una componente di tipo naturale, ricavata dal e dal limonenepresente nelle bucce d’arancia e di una di tipo “industriale”, composta dallo zolfo degli scarti petroliferi, la cui unione risulta in grado di dar vita ad una particolare composto che assorbe le tracce di mercurio disciolte in acqua senza produrre danni all’ecosistema.
Oltre ad essere efficace, almeno a quanto pare, il composto derivato da zolfo e limonene risulta essere di ampissima reperibilità, data l’enorme quantità di scarti industriali di tipo petrolifero e agroalimentare e data la facilità di destinare a nuova vita prodotti di seconda scelta, con l’intento di non aggiungere danni alle ingenti nefandezze già prodotte fino ad ora nei nostri mari.
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