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Wanakiwi, ecco l’antidoto al virus WannaCry

22 maggio 2017
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Wanakiwi, ecco l’antidoto al virus WannaCry

Una volta compreso come la (molto presunta) minaccia di un olocausto nucleare susciti risate e risatine ad ogni latitudine, numerose nazioni volenterose di assurgere al dominio del Mondo, si stanno cimentando con attacchi informatici volti a destabilizzare i paesi “occidentali” e a far arrabbiare in modo sensibile il cittadino medio, alle prese con malfunzionamenti del suo pc molto più reali e vicini degli improbabili test missilistici condotti in aree geografiche difficili da localizzare sull’atlante.

Se Russia e Cina hanno dato prova, nel corso degli anni, di quanto la moderna geopolitica passi dalla sicurezza informatica e di quanto sia possibile crescere di importanza nello scacchiere mondiale senza sparare nemmeno un proiettile, ora pare giunto il turno della Corea del Nord, alle prese con un (sempre presunto) attacco ai pc di tutto il mondo, ormai reso celebre da quel virus WannaCry che ha effettivamente infettato e fatto piangere milioni di utenti disseminati ad ogni latitudine.

wannacry

Debellato sul nascere da un 22enne inglese, prima che il ransomware potesse propagarsi oltre, il virus in questione pare aver rapidamente trovato il suo naturale antidoto nella creazione di Wanakiwi, difesa che permette di estrarre i file necessari a disinnescare la minaccia e ad impedire ulteriori infezioni.

Disponibile in modo gratuito in Rete, Wanakiwi è la naturale evoluzione di WanaKey e consiste in un software in grado di penetrare all’interno dei pc infetti e disattivare la minaccia “da dentro”, andando ad estrarre quei file presenti nel virus attraverso i quali risulta possibile fornire istruzioni al ransomware per impedire la sua azione distruttiva, facendo leva sul fatto che tutti i virus e i malware presenti sul pianeta Terra possiedono al loro interno il germe dell’autodistruzione e che risulti possibile decodificare quei particolari file in grado di fornire istruzioni in tal senso al pernicioso programma.

A distanza di pochi giorni dall’attacco hacker più ingente della storia, pare dunque che si siano già trovate le contromisure del caso, utili ad impedire ulteriori ricatti e depotenziare le mire di chi ha deciso di passare da minacce nucleari poco credibili ad una serie di disagi decisamente più reale e fastidiosa.

 

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