Scienza e Tecnologia
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Samsung Galaxy S8, scansione dell’iride a rischio

25 maggio 2017
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Samsung Galaxy S8, scansione dell’iride a rischio

Sosteneva Colin Chapman, storico patron della Lotus, che le automobili debbano necessariamente mirare all’essenziale, dato che più componenti si installano sulle vetture al fine di renderle attraenti e frivole, maggiori sono le probabilità che le suddette componenti cadano vittime di rotture e che la durata della vita dell’auto si accorci enormemente rispetto alle aspettative iniziali dell’acquirente.

Se l’assunto risulta vero e dotato di attualità tutt’ora nel comparto automobilistico, la lezione dovrebbe venire imparata, a maggior ragione, dai produttori di smartphone, alle prese con una quantità sterminata di chincaglierie e funzioni inutili che mettono a rischio la sopravvivenza del telefono e la privacy online dei loro clienti, data la quantità enorme di bug e falle di sistema che corrisponde alla smodata pretesa di avere un cellulare in grado di svolgere un numero di funzioni superiore a quelle di un pc.

iride hackerato

Non stupisce più di tanto che, a brevissima distanza dal lancio del top di gamma assoluto Samsung Galaxy S8, comincino ad emergere problematiche di varia natura al dispositivo e che, guarda caso, le falle riscontrate si trovino ad essere localizzate in corrispondenza di funzioni assolutamente prive di utilità reale ed adottate solo per rendere più appetibile lo smartphone agli occhi di un grande pubblico che trascorre ore a discutere della qualità dei propri dispositivi.

Un gruppo di hacker facenti capo al Chaos Computer Club ha infatti mostrato la vulnerabilità del sistema di riconoscimento dell’iride montato su Samsung Galaxy S8, permeando agevolmente una difesa che avrebbe dovuto trovarsi ad essere invulnerabile, facendo leva su una semplice foto ingrandita del possessore, scambiata dal sofisticatissimo sistema per una pupilla reale.

Mostrando al sistema di riconoscimento una semplice immagine di buona qualità, si riesce dunque a sbloccare il telefono e ad effettuare pagamenti a partire dallo smartphone, oltre ad una serie di operazioni talmente frivole e superflue da far rimpiangere quel desiderio di essenzialità che animava la produzione di oggetti, con un cuore e una passione ormai perduti nei meandri dell’apparenza.

 

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