
Probabilmente non esiste nulla al mondo in grado di stimolare l’immaginario infantile di tuta quella ampia letteratura che parla di tesori nacosti e di scoperte da effettuare a seguito di lunghe ricerche e peripezie, magari compiute con qualche ausilio sensoriale, come la presenza dei celeberrimi raggi X,altra delizia in grado di stimolare la fantasia dei più piccoli.
Se la maggior parte di noi, una volta cresciuti, dimentica rapidamente tesori e raggi X per concentrarsi su bollette e schermi del pc, un gruppo di ricercatori di Grenoble ha mantenuto fede all’infantile giuramento, realizzando un avveniristico microscopio in seguito rivelatosi utile per scoprire la presenza di tre meravigliose medaglie in ceramica, lavorate con perle, rimaste rinchiuse in una scatola del ‘600 impossibile da aprire o da rompere, data l’età e la volontà di non danneggiarne il potenziale contenuto.
La particolare luce a raggi X prodotta dal microscopio ideato dal Sincrotone Europeo di Grenoble (Esrf) ha infatti condotto gli archeologi locali in direzione della soluzione del mistero che li attanagliava fin dal momento del ritrovamento della preziosa scatola, avvenuto sempre nei pressi di Grenoble a poca distanza da una piccola chiesa e da tombe rimaste nascoste dalla moderna costruzione.
Dati i danni prodotti dall’azione del tempo e dalla sepoltura alla piccola confezione, della lunghezza di circa 4 cm, era risultato impossibile individuarne il contenuto senza il ricorso a quei medesimi ausili tecnologici che hanno appunto consentito ai ricercatori di scorgere perfettamente le particolari medaglie contenute nello scrigno e divenute ora oggetto di studi e disamine più approfondite.
La possibilità di giungere a sistemi in grado di valicare, da un punto di vista visivo, i normali confini imposti dalla materia apre le porte a nuove ricerche archeologiche condotte a debita distanza e con tutte le precauzioni del caso, data la possibilità di osservare in anticipo l’oggetto che si intende recuperare, per la gioia di tutti i ricercatori del mondo e della loro forza di rimanere un po’ bambini in eterno.
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