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Soyuz, tre nuovi astronauti giunti sulla Stazione Spaziale

23 luglio 2015
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Soyuz, tre nuovi astronauti giunti sulla Stazione Spaziale

Chiunque si trovi costretto a frequentare una stazione ferroviaria o un aeroporto con una certa assiduità si sarà ampiamente reso conto di quanto le tabelle relative a partenze ed arrivi si trovino continuamente a subire drastiche variazioni, in virtù di ritardi e di inconvenienti tecnici che sopraggiungono continuamente a sconvolgere i piani dei viaggiatori.

Persino quando ad occuparsi di arrivi e partenze è la massima agenzia aerospaziale mondiale, la musica non cambia di molto, dal momento che l’avvicendamento previsto all’interno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si sta compiendo solo in questi giorni, a seguito di una serie di bennote problematiche tecniche che hanno impedito alla nostra Samantha Cristoforetti di fare ritorno sulla Terra in concomitanza con la data fissata al momento del lancio.

Durante la giornata di ieri, un nuovo razzo Soyuz è infatti partito dal cosmodromo di Baikonur, in Kazhakistan, alla volta della Iss, portando co sé i tre astronauti che andranno a rimpiazzare AstroSamantha e i suoi colleghinel corso della missione compiuta a bordo della Stazione Spaziale orbitante.

Fortunatamente, dopo una serie di imprevisti iniziata il 28 aprile scorso, la manovra è perfettamente riuscita e i tre astronauti presenti nella capsula Soyuz, il russo Oleg Kononenko, l’americano Kjell Lindgren e il giapponese Kimiya Yui, sono riusciti ad agganciarsi alla Stazione Spaziale mentre si trovava a circa 400 chilometri di altezza da terra e proseguiva nel suo tragitto di “caduta controllata” alla ragguardevole velocità media pari a 28 mila chilometri orari.

I tre astronauti hanno trovato la Iss logicamente deserta, dal momento che i precedenti inquilini avevano lasciato la stazione l’11 giungo scorso e che nuove problematiche tecniche in fase di lancio avevano impedito che l’avvicendamento venisse compiuto secondo modalità e tempistiche preventivate.

La Stazione Spaziale torna così da oggi a pieno regime e la missione che ha coinvolto la nostra Cristoforetti potrà riprendere il suo corso senza ulteriori perdite di tempo e di risorse, con la speranza che il prossimo avvicendamento previsto, tra pochi mesi, venga compiuto secondo modalità che si addicano maggiormente al blasone della Nasa che non a quello, decisamente scadente, di una comune stazione ferroviaria o di un aeroporto nostrano.

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