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Space X, nel 2018 i primi turisti intorno alla Luna

1 Marzo 2017
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Space X, nel 2018 i primi turisti intorno alla Luna

Mentre Elon Musk può vantare il successo, conseguito non senza intoppi, relativo alla prima missione compiuta dal suo razzo Falcon 9, abile nel rientrare alla base dopo aver svolto le sue funzioni nello spazio, l’eccentrico e visionario Ceo di Tesla prosegue incessante verso il suo obiettivo dichiarato di riuscire a portare turisti piuttosto facoltosi a cimentarsi con esplorazioni spaziali in grado di far impallidire i normali safari fotografici e persino le discese lungo le rapide effettuate con l’ausilio del kayak.

In attesa che il suo piano relativo alla conquista umana di Marte veda effettiva luce e che l’uomo possa finalmente sbarcare sul Pianeta Rosso senza troppi rischi legati all’impatto con l’atmosfera del grave, pare infatti che nel frattempo Space X si sia concentrata su stravaganti crociere lunari, pronte a trasformarsi in realtà già a partire dal prossimo 2018.

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Stando a quanto annunciato dallo stesso Musk via Twitter, Space X avrebbe infatti raggiunto uno storico accordo con la Nasa finalizzato a portare i primi due turisti in orbita introno alla Luna già dall’anno prossimo, riportando in auge i fasti un po’ sopiti dell’esplorazione spaziale e della storica missione Apollo, partorita in un’epoca storica in cui al conquista del satellite rappresentava più un motivo di rivalsa geopolitico che non una reale esigenza antropologica e scientifica.

Nel dettaglio, la straordinaria crociera spaziale intorno alla Luna sarà realizzata grazie all’apposito razzo Falcon Heavy, attualmente in fase di test, e comporterà un viaggio della durata di una settimana, lungo un percorso che si snoderà attraverso 500.000 km circa, considerano tanto la fase di decollo e atterraggio quando il “giro turistico” volto a far conoscere ai visitatori la proverbiale altra faccia della Luna.

Se da un lato la cosa più sconvolgente della notizia riguarda il fatto che i cieli risultano sempre più appannaggio di agenzie private, fino a qualche anno fa del tutto assenti nel settore ingegneristico spaziale, l‘operazione è in realtà frutto di un lavoro svolto a stretto contatto con enti governativi, come la Nasa, che hanno consentito a Musk la realizzazione del bizzarro obiettivo e che un domani magri porteranno davvero l’uomo su Marte.

 

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