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Taglia la gola alla fidanzata e posta un selfie su Facebook

3 giugno 2016
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Taglia la gola alla fidanzata e posta un selfie su Facebook

Giusto pochi giorni dopo che l’Unione Europea si era magicamente accorta di come Facebook e consimili si fossero rapidamente trasformati in una sorta di galleria degli orrori, all’interno della quale la ricerca dei proverbiali dieci minuti di celebrità ad ogni costo è ormai divenuta la costante di molti post, ecco che dal Texas si spostano magicamente i confini dell’orrore sociale, grazie ad uno squilibrato che ha avuto la sordida idea di fotografarsi a fianco del corpo della fidanzata appena uccisa.

Accompagnata dalla dicitura “Per favore pregate per noi”, la foto pubblicata su Facebook ritraeva il 45enne Kenneth Alan Amyx a fianco della fidanzata, Jennifer Streit-Spears, ricoperta di sangue, dopo che l’uomo le aveva tagliato la gola e si apprestava a fare l’identica cosa a sé stesso, salvo il classico ripensamento che coinvolge spesso i duplici suicidi e li relega all’ambito degli efferati omicidi.

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Secondo la ricostruzione operata dal quotidiano americano Daily Mail, i due protagonisti dell’orrida vicenda avevano pianificato un suicidio congiunto e quando la donna ha deciso di ripensarci, Amyx ha portato a termine in solitudine l’operazione, sfogando la sua ira sulla fidanzata e attendendo quel tanto che basta a togliersi la vita per cadere vittima di identici ripensamenti e per dedicarsi alla pubblicazione di post su Facebook anziché al suicidio.

Ovviamente, davanti alla visione della foto, nessuno ha accolto il consiglio e ha pregato per l’uomo, ma sono fioccate, nel contempo, le segnalazioni e le telefonate rivolte alla polizia, che ha prontamente fatto irruzione nell’appartamento della coppia, trovando l’uomo con ancora il coltello in mano a fianco del cadavere esanime della Streit-Sperars.

La cosa più inquietante di una vicenda degna di un film splatter è che i familiari della vittima sono venuti a conoscenza della tragica fine della loro cara proprio a partire dal post immesso su Facebook, divenendo gli inconsapevoli protagonisti di quell’orrore mediatico che spesso spinge gli squilibrati a cercare dieci minuti di celebrità e a rivendicare in pubblico le loro tragiche malefatte.

 

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