
Anche fronte di finanziamenti statali (poi revocati) e di un risparmio energetico piuttosto ingente in termini di bollette e spese domestiche, l’auspicata rincorsa al fotovoltaico non ha mai avuto realmente luogo, per via di resistenze legate principalmente alla necessità di rivedere da capo l’architettura dei singoli edifici e della scarsa attrattiva estetica connessa con i pannelli fotovoltaici, da molti percepiti alla stregua di un pungo nell’occhio calato dal cielo sul tetto di casa.
Dopo aver ormai rivoluzionato il comparto automobilistico e dato il “la” ad una riconversione iniziata con almeno un decenni di vantaggio, Elon Musk, istrionico Ceo di Tesla, si appresta ora a ridefinire gli ambiti dell’energia solare di tipo domestico, attraverso la creazione di abitazioni ideate ad hoc per ospitare impianti di conversione e gigantesche batterie senza che la cosa si traduca in danno estetico e nella demolizione di quel buon gusto che aveva ispirato ingegneri e architetti al momento di concepire la dimora.

Cuore del nascente progetto, svelato nel corso della notte dallo stesso Musk durante un convegno tematico, sarà infatti la tecnologia denominata Solar Roof, attraverso al quale sarà possibile dare vita ad appositi mattoni in grado di riconvertire l’energia dei raggi solari senza che la loro concezione si trovi in contrasto con quella che definisce le linee architettoniche di base e senza che il proprietario percepisca una reale discontinuità rispetto a mattoni e tegole di tipo “normale”.
In sostanza, Tesla ha avuto al geniale intuizione di frammentare i comuni pannelli fotovoltaici e di rivestirli con una materiale che mimetizza la loro presenza allo sguardo, senza andare a comprometterne le funzioni di base e rendendoli così ideali per la progettazione di case solari “native”, prive di aggiunte operate a posteriori e di elementi energetici inseriti in un contesto palesemente alieno.
Precondizione al funzionamento del Solar Roof è rappresentata dalla presenza di una particolare batteria, denominata Powerwall 2, che consente non solo il pieno funzionamento dei micro-pannelli mascherati, ma di trarre vantaggi fino ad ora irraggiungibili a livello energetico, evitando le dispersioni, anche minime, dell’energia accumulata durante la fase di ricarica diretta, resa possibile dall’assorbimento dei raggi del sole da parte del tetto.
Ovviamente, nelle dimore targate Tesla non mancherà un apposito impianto finalizzato a ricaricare la batteria di quelle auto elettriche che hanno visto l’avvento di una rivoluzione operata molto prima della rincorsa a forme di energia “green” della ricerca di un vero risparmio in bolletta e di quei misteriosi incentivi, in parte scomparsi tra i meandri della burocrazia nostrana.
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