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Venezia sommersa dai rifiuti: uno ogni 13 metri

29 Giugno 2015
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Venezia sommersa dai rifiuti: uno ogni 13 metri

Quasi in virtù di una particolare legge di natura, tutte le cose più belle presenti al mondo si trovano ad essere particolarmente fragili e chi vive a Venezia, ad esempio, conosce bene i rischi e le emergenzederivanti dall’architettura e dalla conformazione, uniche al mondo, del capoluogo veneto, talmente incantevole da trovarsi perennemente esposto al rischio di inondazioni e acqua alta.

Persino il cittadino veneziano più timoroso e previdente non avrebbe mai potuto immaginare, tuttavia, che a minacciare la sopravvivenza della sua città sarebbe stata un giorno non il temutissimo elemento idrico, ma una cattiva gestione dei rifiuti urbani, tale da condurre Venezia sotto la minaccia di un’inedita sommersione sotto cumuli di spazzatura, in grado di condurre la città di Otello verso la più ignobile e immeritata delle fini.

A lanciare l’allarme sono stati i responsabili di Legambiente,che hanno effettuato una lunga e articolata indagine sullo stato di conservazione di Venezia, scoprendo la non entusiasmante presenza di una quantità e vastità di rifiuti tali da rendere i proverbiali canali alla stregua di discariche a cielo aperto.

Analizzando numerosi campioni acquiferi della città,Legambiente ha infatti potuto rintracciare un tasso di rifiuti nelle acque della Laguna pari a 500 rifiuti galleggianti ogni sette chilometri, cioè uno ogni 13 metri; misura che da sola rende l’idea di quanto i percorsi tracciati dalle gondole siano ormai divenuti simili ad autentiche gare ad ostacoli.

Nel novero degli orrori lagunari, Legambiente ha operato un’ulteriore distinzione tra rifiuti liquidi,che compongo quasi il 25% del totale riscontrato e rifiuti solidi, tra i quali la pare del leone è giocata dagli immancabili polistirolo, mozziconi di sigaretta e materiali di imballaggio, tutti rigorosamentenon biodegradabili e destinati a permanere nei canali in attesa di un umano intervento.

Il focus su Venezia è stato aperto in concomitanza con il lancio dell’iniziativa “Don’t Wate Venice” (Non sprecare Venezia) attraverso la quale la nota associazione ecologista mira al recupero e alla salvaguardia di una delle città più belle e invidiate al mondo, per sua natura talmente fragile da non poter reggere l’umana incuria e l’ingeneroso stato di abbandono nel quale versa da anni.

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