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Scienza e Tecnologia
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Whatshup, attenzione alla truffa del falso WhatsApp

30 Maggio 2017
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Whatshup, attenzione alla truffa del falso WhatsApp

Esattamente come i primi avventori dell’era televisiva ritenevano che tutto ciò che veniva trasmesso per il tubo catodico dovesse trovarsi ad essere assolutamente vero, la nostra generazione basa il suo rapporto con la tecnologia su una sorta di cieca fiducia nei confronti di Google, Facebook, Microsoft e di tutte quelle multinazionali che, in linea teorica, dovrebbero supervisionare e controllare nel dettaglio prodotti e servizi prima della nostra fruizione.

Ovviamente, le cose non stanno esattamente così e accade sovente che una serie di prodotti e servizi che dovrebbe godere di una sorta di certificazione implicita da parte dei suddetti colossi si trovi ad essere assolutamente contraffatta e insicura, con buona pace del povero utente che aveva scaricato d’impulso senza curarsi troppo di quei dettagli che fanno la differenza.

falso whatsapp

L’ultimo caso, in ordine di tempo, riguarda la ormai tristemente celebre applicazione Whatshup, clone di WhatsApp che è riuscito ad aggirare i (non severissimi) controlli di Play Store e a rendersi disponibile sulla vetrina ufficiale di Google, traendo in inganno un enorme numero di utenti, convinti di scaricare l’app originale e trovatisi con una pietosa e probabilmente insicura copia sul telefono.

A pochi giorni dal suo “lancio” su PlayStore, Whatshup è riuscita infatti a registrare un numero di download pari a 100.000 unità, gettando nel panico tutti coloro che temono che, dietro l’ennesimo clone di WhatsApp finito in Rete, si nasconda qualche software malevolo o qualche virus pronto ad impossessarsi del loro dispositivo e dei loro soldi.

Onde evitare di scambiare ulteriori lucciole per lanterne, la Facebook Inc, ha ricordato che il nome ufficiale della sua app su Play Store è WhatsApp Messenger e che tutte le applicazioni prive di nomenclatura estesa non appartengono all’azienda e si trovano dunque ad essere irrimediabilmente false, persino se si trovano a godere di quella certificazione implicita di Google sulla quale facciamo affidamento senza troppo curarci della sua veridicità.

 

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