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Hardcore!: ecco l’action movie girato in soggettiva

13 aprile 2016
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Hardcore!: ecco l’action movie girato in soggettiva

Se il movente ultimo di ogni narrazione, sia essa scritta o figurativa, è sempre consistito in un rapporto simbiotico tra protagonista e spettatore, le moderne frontiere del videogaming e della realtà virtuale hanno fatto apparire insolitamente anguste i confini fissati dalle riprese cinematografiche classiche, portando alla genesi di titoli in cui la prospettiva dell’attore e quella dello spettatore si trovano a coincidere.

Girato interamente in prima persona, il film Hardcore! diretto dal russo Ilya Naishuller si propone di mettere in atto una strana mimesi inversa, in cui è il cinema ad appropriarsi dei canoni figurativi dei videogiochi e in cui si ha la sensazione di assistere ad un’avventura soggettiva in 3d dall’inizio alla fine della pellicola.

hardcoresoggettivagopro_emergeilfuturoBasato su un trama piuttosto scarna, Hardcore! sta riscuotendo l’interesse del pubblico e della critica a livello globale proprio per le sue tecniche di ripresa e per l’abilità da parte del regista di trasferire sul grande schermo quanto realizzato per il web mediante la telecamera Go Pro, aggiungendo dunque un’esperienza funzionale allo scopo prefisso e partendo dalla popolarità raggiunta tra gli internauti con si suoi cortometraggi virali The Stampede e Bad MotherFucker.

Ribadendo, onde evitare equivoci, che la trama è davvero poca cosa e narra delle peripezie del solito malcapitato alle prese con perdita di memoria, ambienti ostili e mogli ambigue, Hardcore! risulta davvero interessante se si cerca di viverlo alla stregua di un esperimento cinematografico rivolto ad ampliare il bacino di possibilità relativo alle riprese in soggettiva, fin qui impiagato col contagocce dai grandi registi di Hollywood.

Dedicato agli amanti delle nuove tecnologie e coloro che amano le esperienze adrenaliniche senza il timore dei attacchi di panico, la pellicola diretta da Ilya Naishuller potrebbe dunque inaugurare un nuovo filone artistico in cui il concetto di immedesimazione tenta di spingersi fino alle sue estreme conseguenze figurative, con buona pace per quella fantasia che aveva giocato un ruolo di spicco tanto al cinema quanto in ambito letterario.

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