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Nomination agli Oscar, La La Land fa il pieno di candidature

25 Gennaio 2017
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Nomination agli Oscar, La La Land fa il pieno di candidature

Per quanto alcuni film, soprattutto “colossal”, possano risultare ben girati e piuttosto avvincenti, dalle parti del Red Carpet accade spesso che i giurati si lascino un po’ prendere la mano e che trasformino le pellicole in questione in autentici tormentoni, inondandole di nominations e statuette, salvo poi fare retromarcia una volta esauritasi l’onda emotiva e commerciale del fenomeno ed aver compreso che, forse, la prudenza non sarebbe stata cattiva consigliera.

Capita così che, a vent’anni di distanza dal fenomeno planetario legato a Titanic (sfido chiunque a trovare un critico cinematografico che lo consideri ancora un capolavoro assoluto), il medesimo entusiasmo di manifesti nei confronti di La La Land, film diretto dal giovane Damien Chazelle che ha riacceso l’ormai spento fuoco del musical, riuscendo fare incetta di nominations ed eguagliato proprio il film di Cameron, ormai diventato pietra di paragone per tutti coloro che aspirano ad un identico successo di pubblico e critica.

La La Land è riuscito infatti ad aggiudicarsi ben 14 nominations agli Oscar, ponendosi come candidato privilegiato in quasi tutte le categorie di riferimento e gettando nello sconforto coloro che ambiscono alla statuetta per il riconoscimento legato al miglior film, alla miglior regia e ai migliori attori e attrice protagonisti, dove Ryan Gosling ed Emma Stone paiono già in procinto di scrivere il loro solenne discorso di ringraziamento.

La La Land a parte, le nominations agli Oscar 2017 hanno visto il ritorno di Mel Gibson nella categoria miglior regia, dopo i fasti di Braveheart, l’ingresso imprevisto di Viggo Mortenesn tra i migliori attori protagonisti per Captain Fantastic, la sempreverde presenza della Streep e l’angolino di Italia rappresentato da Fuocoammare di Rosi, candidato come miglior documentario e non come migliore fil straniero, per la gioia di Sorrentino che, ancora una volta, ci aveva visto lungo e aveva spinto affinché il nostro Paese puntasse su una distinzione di ambiti funzionale all’approdo di due film agli Oscar.

Attendendo il probabile bagno di Oscar per La La Land, non resta che constatare come lo star system abbia escluso dal novero dei papabili per la millesima volta quel geniale Werner Herzog che continua a fare film d’autore da 50 anni, in barba a tutti i Titanic del mondo e agli icebreg emotivi pronti ad attendere le giurie, una volta passata la sbornia commerciale.

 

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